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Visti Schengen: la Libia rimprovera l'UE

Il governo di Tripoli ha protestato giovedì contro la politica europea che, su domanda delle autorità svizzere, limita la concessione di visti Schengen ai cittadini libici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2009 - 11:48

"La maggior parte delle richieste di visti Schengen inoltrate da cittadini e responsabili libici in queste ultime settimane sono state respinte". "Questa misura da parte degli stati europei è incomprensibile", ha dichiarato il viceministro degli esteri libico Khaled Kaim, che ha denunciato da parte europea "una solidarietà sistematica e programmata" con la Svizzera.

La Libia ha inoltrato una nota di protesta agli ambasciatori dei paesi europei a Tripoli. "Attendiamo la loro risposta", ma se le restrizioni dovessero perdurare "li tratteremo allo stesso modo".

Secondo Kaim, visti Schengen sono stati in particolare negati in novembre a responsabili dei servizi del primo ministro e a funzionari del ministero della sanità.

Il 4 novembre scorso il governo elvetico ha inasprito i toni nella vicenda dei due svizzeri trattenuti in Libia da 15 mesi, annunciando che "fino a nuovo ordine continuerà ad applicare nei confronti dei cittadini libici una politica dei visti restrittiva". Il trattato di Schengen prevede che un paese firmatario possa opporsi alla concessione di visti per alcune categorie di persone.

swissinfo.ch e agenzie

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