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Verso un sì alla medicina complementare

Gli uffici di voto erano aperti fino a mezzogiorno. Lo spoglio può cominciare Keystone

Dalla prima proiezione l'articolo costituzionale sulla medicina avrebbe ottenuto il 67% dei consensi. Come previsto, l'esito della votazione sul passaporto biometrico è invece molto più incerto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 maggio 2009 - 13:10

Il nuovo articolo costituzionale sul riconoscimento della medicina complementare dovrebbe essere stato accettato dalla popolazione svizzera con una percentuale del 67% di sì, stando alla prima proiezione dell'istituto gfs.bern.

Nell'ultimo sondaggio, il nuovo articolo aveva raccolto il 69% dei consensi degli intervistati, contro il 19% di opposizioni e il 12% di incerti. Un'approvazione schiacciante che riflette quanto già successo alle Camere federali.

L'elettorato doveva pronunciarsi sul controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Sì alla medicina complementare". L'articolo proposto dal parlamento, leggermente edulcorato rispetto all'iniziativa, soddisfa i promotori di quest'ultima che hanno perciò ritirato il loro testo.

L'obiettivo dei fautori è la reintegrazione nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione malattie obbligatoria delle cinque medicine alternative che sono state stralciate nel 2005 dal ministro della sanità Pascal Couchepin.

Ad eccezione dell'UDC, tutti i grandi partiti svizzeri raccomandavano il sì all'articolo "Un futuro con la medicina complementare". Tuttavia, all'interno del Partito liberale radicale c'era una certa divisione: nove sezioni cantonali e i Giovani PLR si oppongono, mentre la sezione del canton Friburgo lascia libertà di voto.

Oneri supplementari

Secondo i sostenitori, le medicine complementari completano efficacemente quella classica. Essendo meno onerose, consentirebbero d'altro canto di contenere l'aumento dei costi della salute.

Un argomento contestato dagli avversari, stando ai quali, al contrario, l'ampliamento dell'offerta di trattamenti medici, farebbe lievitare i costi e dunque i premi dell'assicurazione malattie di base.

Gli oppositori valutano a mezzo di miliardo di franchi all'anno, l'onere supplementare per le casse malattia, che comporterebbero le cinque medicine escluse nel 2005. Altre stime parlano di un importo fra gli 80 e i 100 milioni di franchi.

Mentre si profila un sì, Couchepin ha già ricordato che in ogni caso per applicare il nuovo articolo costituzionale, occorrerà elaborare una nuova legge. I dibattiti infiammati sulla medicina complementare sono dunque ancora lungi dalla conclusione.

Sorte del passaporto incerta

Molto più incerta è invece la sorte che la popolazione svizzera ha riservato al passoporto biometrico. L'istituto gfs.bern per ora non osserva ancora nessuna tendenza.

Secondo l'ultimo sondaggio, gli svizzeri sono divisi fra due argomenti: i rischi di uno Stato ficcanaso e la libertà di viaggiare. Nello studio demoscopico, i cui risultati sono stati pubblicati il 6 maggio, il 49% degli intervistati si è pronunciato per il sì al passaporto biometrico, contro il 37% di no e il 14% di indecisi.

Il progetto approvato da governo e parlamento e sottoposto al giudizio dei votanti, prevede di far entrare il passaporto svizzero – introdotto nel 1915 – nell'era della biometria.

La Svizzera sarebbe così allineata ai paesi dell'Unione europea (UE): tutti adesso rilasciano documenti con dati biometrici e fotografie elettroniche e in futuro dovrebbero contenere anche le impronte digitali.

Per adeguarsi alle esigenze dell'Accordo di Schengen, ma anche per rispondere alle norme di sicurezza statunitensi, Berna ha elaborato una revisione della legge sui documenti d'identità.

Contro il relativo decreto federale, approvato dal parlamento, era però stato lanciato il referendum. Gli oppositori hanno raccolto quasi 64mila firme.

Gli elettori erano perciò chiamati alle urne domenica per decidere se la registrazione di una fotografia biometrica del volto e di due impronte sul passaporto rossocrociato diventerà obbligatoria. Al contempo il decreto contempla anche l'introduzione di una banca di dati centralizzata in cui sarebbero memorizzati tutti i dati dei passaporti biometrici.

È proprio quest'ultimo punto che ha provocato una forte opposizione. La Svizzera, contrariamente per esempio alla Germania, ha deciso di creare la banca dati centrale, benché non sia richiesta dall'Accordo di Schengen. Un passo di troppo secondo la sinistra rosso-verde, ma anche per l'Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), che hanno promosso il referendum.

False impronte di silicone

Vent'anni dopo lo scandalo delle schedature, gli avversari del passaporto biometrico, in gran parte non contrari al principio del nuovo documento, temono possibili derive dell'archiviazione elettronica centralizzata dei dati.

Gli oppositori hanno dalla loro parte il preposto federale alla protezione dei dati Hanspeter Thür. Nella procedura di consultazione, infatti, Thür aveva giudicato eccessiva la centralizzazione dei dati. A suo avviso, diverse vicende in altri paesi hanno dimostrato che simili banche dati possono essere utilizzate a fini diversi da quelli per cui sono state create.

Nella campagna in vista della votazione è pure stata molto controversa la questione della sicurezza dei dati registrati sui passaporti. Mentre i sostenitori del nuovo documento sostengono che esso è più sicuro, vari specialisti d'informatica hanno messo in guardia contro i rischi di contraffazione e di abusi.

Uno studio realizzato dall'università e dal politecnico federale di Losanna, pubblicato nel luglio 2008, ha dimostrato che è possibile creare false impronte digitali di silicone e che la crescita dei capelli o della barba possono creare problemi al momento del confronto con la fotografia elettronica del viso.

Libertà di viaggiare

Di fronte alle critiche di coloro che evocano il "Grande fratello" orwelliano, i sostenitori del passaporto biometrico argomentano che l'interesse della libertà di viaggiare con un passaporto riconosciuto e più sicuro prevale sui timori di eventuali abusi.

La ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf ha ribadito a più riprese che il nuovo documento offre maggiori garanzie di protezione contro le usurpazioni di identità. A suo parere, la memorizzazione dei dati in un unico registro, inoltre, offrirebbe una protezione dei dati più efficace a un costo modico.

Se dalle urne dovesse uscire un no, la Svizzera avrebbe tempo fino al 1° marzo 2010 per attuare un nuovo progetto. Dopo tale scadenza, disporrebbe ancora di 90 giorni per concordare un regime speciale con l'UE, come hanno fatto Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, per evitare di denunciare gli accordi di Schengen e Dublino.

Carole Wälti, swissinfo.ch

Passaporto biometrico

Il nuovo documento di identità, che dovrebbe essere introdotto nel 2010, contiene un microchip, sul quale vengono registrati elettronicamente i dati personali, tra cui un'immagine del viso e due impronte digitali.

Un apposito apparecchio permette di leggere questi dati e di confrontarli con il viso e le impronte digitali della persona che esibisce il passaporto.

La modifica di legge approvata dal parlamento prevede anche l'archiviazione di tutti i dati del passaporto nel Sistema d'informazione sui documenti d'identità (ISA), creato nel 2003.

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Medicina complementare

Le cinque medicine alternative più diffuse in Svizzera sono l'omeopatia, la fitoterapia, la terapia neurale, la medicina tradizionale cinese e quella antroposofica.

Incluse provvisoriamente, nel 1999 con l'entrata in vigore della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione obbligatoria a condizione che fossero praticate da medici con il certificato di capacità FMH, esse sono state stralciate nel 2005.

La decisione si è basata sulle conclusioni del programma di valutazione (PEK), eseguito su incarico della Confederazione, secondo cui l'efficacia delle cinque medicine in questione non è scientificamente provata. Il PEK è stato contestato da più parti.

Nel frattempo, nel sette i sostenitori delle medicine dolci avevano lanciato un'iniziativa popolare che chiedeva di iscrivere nella Costituzione federale il principio della "completa considerazione della medicina complementare" da parte di Cantoni e Confederazione. In poco tempo i promotori hanno raccolto quasi 140mila firme.

Il parlamento le ha opposto un controprogetto indiretto, che ha mantenuto lo stesso articolo senza il termine "completa". I promotori dell'iniziativa hanno allora ritirato il loro testo.

In Svizzera circa 20mila terapeuti non medici e circa 3000 medici praticano medicine complementari.

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