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Vendita di Swiss: «Tutto il resto sono sogni»

Alcuni indizi lasciano presupporre che probabilmente il governo approverà la cessione Keystone

Sembrano affievolirsi le opposizioni alla vendita di Swiss alla compagnia aerea tedesca Lufthansa. La stampa domenicale vi dedica ampio spazio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 marzo 2005 - 17:51

La cessione, fermamente sostenuta dal vice-presidente di Swiss, sembra raccogliere anche i consensi della maggioranza degli Svizzeri.

In attesa di conoscere, martedì, la decisione del Consiglio federale sul destino del pacchetto azionario della Confederazione, è proseguita nel fine settimana la guerra mediatica tra fautori ed oppositori della vendita di Swiss a Lufthansa.

Stando a un sondaggio, poco più della metà degli Svizzeri è a favore della cessione.

Un miliardo d’investimenti necessario

Dalle pagine della «SonntagsZeitung», il vicepresidente del consiglio d'amministrazione di Swiss, Walter Bosch - due anni fa ancora fermo oppositore di una cessione - ha dichiarato che «l'affare con Lufthansa è la soluzione giusta» e che «tutto il resto sono sogni».

Secondo Bosch, la via solitaria, passando per una ricapitalizzazione, non è realistica: «Non ci sono segnali che mostrino la disponibilità del mondo politico ed economico a investire ulteriormente», ha affermato.

A a chi rimprovera ai vertici di Swiss di aver condotto trattative unicamente con la compagnia aerea tedesca, Bosch risponde di essere sempre stato in contatto con tutti i possibili partner e di non avere escluso alcuna alternativa. L'unica ad avere inoltrato un'offerta è però stata la Lufthansa.

Il dirigente ha aggiunto che la compagnia aerea elvetica ha bisogno di nuovi mezzi per rinnovare la flotta regionale e acquistare due velivoli per i collegamenti intercontinentali: «Quando si afferma che Swiss viene regalata alla Lufthansa non bisogna dimenticare che la compagnia aerea tedesca dovrà anche finanziare questi investimenti», ha affermato.

Non tutti d’accordo

La vendita alla Lufthansa suscita anche parecchie perplessità.

Due avvocati zughesi – Marius Grossenbacher e Jürg Brand – hanno pubblicato venerdì in diversi quotidiani annunci a tutta pagina in cui cercavano investitori disposti a finanziare una holding (SR Invest) che permettesse a Swiss di rimanere autonoma.

Nel fine settimana hanno però deciso di abbandonare il progetto, poiché avevano raccolto soltanto tra i 4 e i 5 milioni di franchi: «Un importo troppo modesto per continuare», ha affermato Grossenbacher.

Dal canto suo, da un articolo del «Blick» risulta che l’ex patron di Hotelplan, Claus Niederer, giudica la situazione «incresciosa»: «Mi metto a disposizione per il consiglio di amministrazione di Swiss e, se necessario, potrei anche assumere la direzione operativa».

Svizzeri rassegnati

Se in passato, la compagnia di bandiera elvetica Swissair era un importante simbolo d’identificazione per la popolazione, Swiss sembra non essere riuscita nel medesimo intento.

Stando a un sondaggio condotto per conto del «Sonntagsblick», uno Svizzero su due (53%) sarebbe a favore della cessione alla Lufthansa. Il 31% si è dichiarato contrario, mentre il 16% è ancora indeciso.

Il 57% dei 1002 intervistati ritiene che Swiss non abbia alcuna possibilità si sopravvivere da sola.

Da notare che la diffidenza nei confronti del progetto è maggiore nella Svizzera francese che in quella tedesca.

Indizi a favore del «sì» del governo

Il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha incontrato venerdì i vertici dei partiti di governo per esporre loro il punto di vista dell'esecutivo.

Sul contenuto della discussione è stato convenuto di mantenere il silenzio. Indizi fanno tuttavia presupporre che il «sì» prevalga in governo.

In una nota destinata ai parlamentari, l'Amministrazione federale delle finanze ha dal canto suo già espresso un parere favorevole al progetto.

In un'intervista al giornale svizzero-tedesco «NZZ am Sonntag», il consigliere federale Christoph Blocher afferma che «sia il Dipartimento federale delle finanze, sia l'Ufficio federale di giustizia, con delle perizie sono giunti alla conclusione che la vendita rientra nella sfera di competenza del governo».

Il ministro di giustizia e polizia, non ha però voluto esporre la propria posizione sulla vendita.

swissinfo e agenzie

In breve

Da quando Swiss e Lufthansa hanno ammesso le loro trattative, i contatti si sono moltiplicati.

La maggioranza degli azionisti principali della compagnia aerea svizzera sembra essere favorevole alla vendita, così come la Confederazione, che renderà pubblica la sua posizione martedì prossimo.

In una nota indirizzata ai parlamentari, l’Amministrazione federale delle finanze ha dal canto suo già espresso la sua opinione favorevole.

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Fatti e cifre

Secondo gli analisti, il valore di Swiss si aggira attorno agli 850 milioni di franchi svizzeri.
La sua capitalizzazione borsistica è di 500 milioni di franchi.
Non si conosce ancora il prezzo di riacquisto della compagnia aerea di bandiera. Si parla però di un montante che oscilla dai 120 ai 600 milioni.
Lufthansa dovrebbe però assumere anche debiti e impegni di Swiss, pari a 1,1 miliardi di franchi.

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