Navigation

Vacanze in Svizzera per bambini vittime della guerra

Il presidente della Confederazione, Adolf Ogi, riceve un dono da una ragazza bosniaca Keystone

La Svizzera continuerà ad organizzare vacanze per bambini vittime della guerra. Dall'anno prossimo, la fondazione di diritto privato «Swiss Cor» riprenderà il testimone dell'azione umanitaria lanciata dal presidente della Confederazione, Adolf Ogi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 agosto 2000 - 16:59

L'obiettivo della fondazione «Swiss Cor», di cui Adolf Ogi assumerà il patronato, è di permettere l'accoglienza di giovani vittime della guerra in un centro di vacanza in Svizzera, per una breve durata, e di eventualmente prenderli poi a carico.

Ogni anno sarà organizzato un campo. In tutte le regioni linguistiche saranno reclutate famiglie per patrocinare i bambini. L'operazione sarà finanziata dai proventi del capitale di «Swiss Cor», nonché dai contributi di sponsor, famiglie patrocinanti e altri donatori.

La fondazione dispone già di un capitale costitutivo di 200'000 franchi, versati dalla Fondazione Leenaards a Losanna, dalla Fondazione Fanny Häuptli a Zurigo e dall'UBS. A questa somma si sono aggiunti altri 200'000 franchi offerti dalla Fondazione Famiglia Sandoz, a Pully.

103 bambini, in età tra i 9 e i 12 anni, provenienti dal Kosovo e dalla Bosnia, soggiornano fino al 23 agosto a Melchtal (OW). Essi sono stati presi in consegna per 15 giorni da un'unità dell'esercito, in un accantonamento militare. Tra di loro figurano orfani e svariati giovani, vittime di mine o altri ordigni militari.

I bambini sono stati ricevuti giovedì a Palazzo federale dal presidente della Confederazione, Adolf Ogi, il quale ha garantito loro che «la Svizzera non vi dimenticherà». La cerimonia nella sala del Consiglio nazionale ha offerto l'occasione per uno scambio reciproco di regali. I bambini hanno così ricevuto ognuno un sacco a pelo.

swissinfo e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?