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Uno sguardo poetico e surreale

Il fotografo svizzero Kurt Blum è ritenuto uno degli artisti più importanti e non solo a livello nazionale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2004 - 16:29

Il suo percorso è, potremmo dire, tutto in bianco e nero ma anche ricco di sfumature.

Kurt Blum nasce a Berna nel 1922 e tra il 1939 e il 1942 svolge l’apprendistato di fotografia a Berthoud. Dal 1940 al 1942 frequenta la Scuola d’Arti e Mestieri di Berna e studia fotografia, disegno e pittura. Dal 1944 al 1954 lavora come fotografo ufficiale alla Biblioteca nazionale. E dal 1948 inizia la serie “portrait d’artistes”, un lavoro che lo mette in contatto con numerosi maestri del Novecento, come Picasso, Giacometti, Chagall, Sam Francis.

Ripercorrere le tappe della sua ricca biografia equivale ad intraprendere un viaggio molto lungo. Non possiamo non segnalare, però, la sua collaborazione con la prestigiosa agenzia “Magnum”, la medaglia d’oro alla Biennale di fotografia di Venezia, al medaglia d’oro al Festival del Cinema di Venezia.

L’artista si racconta



“I miei primi reportage fotografici – spiega lo stesso Kurt Blum in un suo testo – iniziarono nel 1948 in Sicilia, a Venezia e, nel 1949, a Milano, per periodici illustrati svizzeri. Un altro reportage fu quello della mostra di Ricasso nel 1953 a Palazzo Reale a Milano, In seguito ritrassi Ricasso a Cannes”.
Ed è ancora lui a precisare che “i lavori più importanti, accanto ai film, furono i ritratti agli artisti e ai musicisti; il volume “Au milieu des artistes” (1944) ne è stato il risultato”.

“Mostre a Parigi, Mosca, Los Angeles, San Francisco, New York, Monaco, come pure al Kunst Museum di Berna e in differenti gallerie della Svizzera sono state importanti date nella mia vita. Nel 1957-58 ho lavorato come assistente tecnico per l’UNESCO in Pakistan. Per 25 anni ho fotografato 50 destinazioni per la Swissair per l’Europa,. il sud e il nord America e l’Asia”.

“Un infarto e un bypass – continua ancora Blum – limitarono le mie attività e i miei viaggi a partire dal mio 65esimo anno di età. Oggi lavoro in camera oscura, faccio ingrandimenti in carta maritata ed esperimenti a colori e in bianco e nero su carta fotografica”.

A 82 anni la passione di Kurt Blum per l’immagine non si è affatto sgualcita.

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