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Uno scoppio che getta qualche ombra sulla sicurezza al Rütli

La "buca" provocata dalla deflagrazione

Un piccolo ordigno nascosto sotto terra e collegato ad un detonatore ad orologeria è stato fatto esplodere sul praticello poco dopo il termine della cerimonia per la festa nazionale del primo agosto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 agosto 2007 - 15:10

La "bomba", composta da fuochi d'artificio, ha provocato solo un po' di spavento. Le autorità hanno aperto un'inchiesta.

Mercoledì pomeriggio, poco dopo la conclusione delle celebrazioni ufficiali per la festa nazionale, nel bel mezzo del praticello del Rütli si è verificata una piccola esplosione, causata da alcuni fuochi d'artificio sotterrati e collegati ad un detonatore ad orologeria.

Lo ha comunicato giovedì la polizia cantonale urana, aggiungendo che è stata avviata un'inchiesta contro ignoti per uso delittuoso di materiale esplosivo. L'inchiesta è stata affidata al Ministero pubblico della Confederazione.

Gli specialisti della polizia scientifica di Zurigo stanno esaminando i frammenti per determinare la composizione e il funzionamento dell'ordigno.

La polizia precisa che il dispositivo era stato sepolto ad una ventina di centimetri di profondità probabilmente un giorno prima della festa.

La forze di sicurezza non avevano tuttavia notato nulla di anormale. "Tutte le misure necessarie sono state prese", precisa il ministro urano della sicurezza Josef Dittli. Evidentemente qualcosa è però sfuggito.

Unica ombra della giornata

Secondo la Commissione del Rütli, questo incidente è l'unica ombra che ha offuscato una giornata praticamente perfetta.

Sebbene il botto abbia provocato soltanto un po' di spavento, la deflagrazione ha lasciato una "strana sensazione allo stomaco" a Martin Hofer, portavoce della Commissione.

L'amarezza è condivisa da Micheline Calmy-Rey, che si trovava a una cinquantina di metri dal luogo della detonazione, quando questa è avvenuta. Parlando con inviati di quotidiani, la presidente della Confederazione ha osservato che se qualcuno si fosse trovato in quel punto sarebbe potuto rimanere lievemente ferito.

Regna comunque la soddisfazione

La Commissione del Rütli è tuttavia globalmente soddisfatta delle celebrazioni del Natale della patria sul mitico praticello: da un lato perché la cerimonia ha potuto aver luogo, dall'altro perché la festa è stata molto bella.

Dalle persone di sinistra a quelle "borghesi", tutte sono state contente, ha dichiarato Martin Hofer. Il sistema dei biglietti prenotati ha funzionato, ha aggiunto.

Positivo secondo Hofer anche il dispiegamento di polizia. Al contrario dell'anno scorso a Brunnen, quest'anno sia nel canton Uri, sia a Lucerna le forze dell'ordine hanno dato prova di discrezione, moderazione e semplicità.

Il fatto che nonostante tutte le misure cautelative alcuni estremisti di destra siano riusciti a presenziare ai festeggiamenti, muniti di regolari biglietti, per Hofer non è un problema. Anche con un sistema di prenotazione di biglietti nominativi non si può pretendere di verificare le reali idee politiche di ogni richiedente, rileva il portavoce.

L'importante, a suo avviso, è che gli estremisti non siano riusciti a raggiungere il loro obiettivo di arrivare in massa e disturbare le celebrazioni. I pochi oltranzisti presenti al Rütli non hanno avuto alcuna possibilità di importunare gli altri partecipanti e sono rimasti tranquilli.

Niente di deciso per l'anno prossimo

Circa la festa nazionale dell'anno prossimo, Hofer non si sbilancia. Finora non è stato deciso nulla e non si prevede nemmeno che verrà adottata una decisione nell'immediato.

Questa è di competenza della nuova presidente della Società svizzera di utilità pubblica Annemarie Huber-Hotz. Ma l'attuale cancelliera della Confederazione, dimissionaria, "non decide sicuramente il 2 agosto".

swissinfo e agenzie

Il Rütli

Secondo la leggenda, è sul praticello del Rütli che i rappresentanti dei cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo si sono riuniti per fondare la Confederazione nel 1291.

Il praticello è diventato un luogo di memoria patriottica dal XVII secolo. Il ricordo del mito fondatore si è ulteriormente rafforzato nel corso del XIX secolo.

È sul Rütli che nel 1940 il capo dell'esercito svizzero – il generale Guisan – tenne un discorso storico ai principali ufficiali per accendere la volontà di resistenza in caso di invasione tedesca.

Una Festa nazionale è organizzata ogni anno sul praticello. Due volte, nel 2000 e nel 2005, dei manifestanti di estrema destra hanno insultato il presidente della Confederazione durante il suo discorso. Da allora le misure di sicurezza sono state rafforzate.

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