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Un secolo al servizio del patrimonio edilizio

Un esempio delle attività di Heimatschutz Svizzera: il sostegno ai progetti della Fondazione Valle Bavona per la salvaguardia di elementi architettonici di grande valore. Heimatschutz Svizzera

Heimatschutz Svizzera ha festeggiato sabato in un'ex fabbrica di scarpe il secolo di vita: si è voluto sottolineare l'importanza del patrimonio architettonico.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 luglio 2005 - 18:12

Al momento della fondazione, l'industrializzazione e i progetti turistici sovradimensionati avevano portato alla demolizione di numerosi edifici storici.

Heimatschutz Svizzera ha celebrato sabato i suoi cento anni, con una grande festa nell'ex fabbrica di scarpe Hug di Dulliken (Canton Soletta). La scelta non è casuale: l'associazione ambientalista che tutela la cultura architettonica intende sottolineare il suo scopo centrale, quello di difendere i monumenti minacciati.

«C'è bisogno di Heimatschutz anche nei prossimi cent'anni, nel suo ruolo di complemento indipendente alle autorità», ha dichiarato il presidente Caspar Hürlimann. Egli ha ribadito che l'organizzazione riveste un ruolo molto importante nella lotta contro lo sfruttamento sfrenato del suolo e la distruzione di paesaggi di valore.

Anche in futuro, l'associazione si impegnerà a favore del mantenimento della cultura architettonica. A tal proposito, come progetto concreto Hürlimann ha citato la costituzione di un centro nazionale della cultura edilizia, prevista ancora nel 2005.

Compito indispensabile

Dal canto suo, il direttore dell'Ufficio federale della cultura Jean-Frédéric Jauslin ha elogiato l'impegno di Heimatschutz in favore della cultura architettonica contemporanea. In qualità di principale organizzazione con diritto di ricorso, Heimatschutz svolge un compito indispensabile nel campo della salvaguardia dei beni culturali.

Nell'ambito dei festeggiamenti, è stata organizzata una festa per la popolazione, accompagnata dalla proiezione di filmati sul tema «paesaggio e cultura architettonica» e da un'asta di fotografie contemporanee.

Un impegno secolare

Heimatschutz Svizzera è stata fondata nel 1905, quando si cominciavano ad osservare le prime ripercussioni negative dell’industrializzazione sul paesaggio e gli agglomerati. Diversi artisti, architetti e semplici cittadini si erano mobilitati contro l’abbandono dei valori tradizionali in favore delle esigenze della tecnica moderna.

Inizialmente, le opposizioni si erano sviluppate a livello regionale. Quando, nel 1905, il Canton Soletta decise di demolire parte della cinta muraria della città, i gruppi decisero di unire le forze.

Nel corso dei suoi cento anni di vita, Heimatschutz Svizzera ha contribuito in maniera determinante all’adozione della Legge federale sulla protezione della natura e alla creazione di organi federali specializzati nella tutela dei monumenti storici.

L’impegno dell’associazione ha permesso di conservare nel loro splendore gioielli quali il castello di Sargans, la Certosa di Ittingen o il villaggio di Morcote.

swissinfo e agenzie

In breve

Fondata nel 1905, l’Heimatschutz Svizzera conta circa 17'000 membri. È un’organizzazione mantello indipendente di 25 sezioni cantonali a libera adesione.

L’Heimatschutz Svizzera si impegna per la salvaguardia della cultura architettonica, con particolare attenzione alla conservazione dei manufatti qualitativamente pregevoli e all’aspetto formale dei nuovi progetti edili.

Gli interventi ritenuti esemplari sono premiati da Heimatschutz Svizzera tramite il conferimento dei premi annuali (Premio Wakker, Premio Heimatschutz, Premio Schulthess per i giardini).

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