Navigation

Un libro tutto da ammirare

I più bei libri svizzera all'esposizione "Beauty and the Book". Johannes Schwartz

In occasione della 60esima edizione del premio “I più bei libri svizzeri dell’anno”, l’Ufficio federale della cultura organizza un’esposizione speciale che ripercorre la storia del concorso.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 ottobre 2004 - 16:31

Un’occasione per scoprire che un libro non è soltanto testo ed immagini, ma anche estetica e design.

Une bel libro svizzero? Mirjam Fischer, la specialista di libri della sezione Arte e Design dell’Ufficio federale della cultura (Ufc), non ha bisogno di riflettere a lungo: “L’opera “Una barca per l’Europa”, che l’artista Karl Gerstner ha realizzato nel 1957 per la casa editrice Niggli”.

“Si tratta di un racconto con più voci su vari livelli narrativi – continua Fischer – messo in rilievo da impaginazioni diverse e da numerosi variazioni dei caratteri tipografici”.

La lettura del libro diventa così, secondo la collaboratrice dell’Ufc, un’appassionante escursione dalla prima all’ultima pagina.

Viaggiare leggendo

I libri sono la porta di un nuovo mondo. Lo abbiamo provato tutti da bambini, quando le “storielle della buonanotte” ci trasportavano ogni sera nel magico regno delle fiabe e dei sogni.

La nostra immaginazione è poi stata “frenata” una volta giunti sui banchi di scuola, dove il libro è diventato più uno strumento di insegnamento che un mezzo per viaggiare con la fantasia.

In termini più sobri, i libri devono essere fonte di divertimento e di informazione. Ma devono anche essere esteticamente belli? Sì, hanno stimato il ramo dell’editoria prima e gli uffici culturali poi, i quali organizzano il concorso “I più bei libri svizzeri” dal 1944.

La biblioteca nazionale di Berna celebra quest’anno il giubileo dell’iniziativa culturale con un’esposizione del tutto particolare: “Beauty and the Book” ripercorre infatti la storia delle esigenze tecniche e dei cambiamenti di stile dell’estetica dei libri, che da sessant’anni danno vita al concorso dell’Ufc.

Racconti classici e testi dimenticati

Accanto a “Schellen-Ursli”, un libro classico per bambini del 1945 che racconta le vicende di un ragazzino engadinese, la mostra espone numerosi titoli sconosciuti o dimenticati. Ognuno rappresenta, in un modo o nell’altro, una pietra miliare della storia del libro svizzero.

Si trova così “Paris des Rêves”, un libro di fotografie in bianco e nero del 1950, che secondo Mirjam Fischer “ha annunciato l’epoca dell’ottica”.

Oppure il catalogo delle opere di Le Corbusiers (1950) della casa editrice zurighese Girsberger, una sorta di pubblicazione-guida per i libri di architettura che sono apparsi in seguito.

Un documento storico del 1986 balza agli occhi: “Swissair: aerei da cinque decenni”. Il grande formato del libro è già di per sé un'indicazione della grossa dimensione dei velivoli descritti.

Importanza al design

“Una giuria composta da sette persone valuta la tipografia, l’impostazione grafica, la rilegatura, la stampa, la scelta dei materiali e l’impressione generale di una pubblicazione”, spiega Fischer.

Fin dalla prima edizione del concorso, l’Ufc ha posto un accento particolare sulla promozione dell’aspetto creativo, ciò che ha coinvolto anche i giovani artisti.

La conseguenza è stata un cambiamento di tendenza: dalla raffinata opera artigianale al design.

Che cos’è “bello”?

“Un libro è bello quando il suo contenuto è presentato in modo adeguato”, spiega l’esperta in materia.

Non bisogna tuttavia scordare che ogni libro deve soddisfare i bisogni richiesti dalla categoria nella quale è incluso. “Un dizionario dev’essere ad esempio ben strutturato ed il lettore deve poter trovare velocemente l’informazione che cerca”, precisa Fischer.

In un libro di testo, gli aspetti da curare maggiormente sono invece la tipografia e la scelta della carta.

Idee importate

Il primo promotore del concorso del libro più bello è stato Jan Tschichold.

Rifugiatosi in Svizzera dopo essere stato perseguitato dai nazisti per le sue concezioni estetiche, Tschichold è considerato una delle personalità più autorevoli ed influenti del design tipografico moderno.

Il suo obiettivo era di abbinare una leggibilità ottimale con la bellezza estetica.

“Già prima del 1944, il concorso ha avuto successo in Germania ed in Inghilterra”, commenta Fischer.

La ragione di questa iniziativa culturale trova spiegazioni in quello che si può considerare un “marketing” dell’epoca, visto che l’idea era di incitare la gente a leggere maggiormente, soprattutto libri di eccellente fattura.

“Tschichold ha però presto realizzato che i bei libri non si vendevano necessariamente più facilmente”, ricorda Fischer.

In Svizzera, l’interesse si è poi spostato verso l’aspetto estetico ed il nostro paese si è distinto per la qualità delle rifiniture dei sui libri.

L’era dei computer

Nel mezzo del massimo splendore della produzione editoriale, ha fatto la sua apparizione il computer.

“È stata un’enorme rivoluzione - spiega l’esperta di libri dell’Ufc – ma un libro rimane pur sempre un libro, sebbene gli strumenti siano completamente cambiati”.

Il grafico lavora in Svizzera, l’artista risiede a Berlino e l’editore in Francia. I documenti sono scambiati tra i vari posti di lavoro con un semplice click sul mouse.

La produzione di un libro è così diventata più rapida e meno costosa.

“Dalla concezione di un libro alla sua realizzazione ci vogliono oggi due o tre mesi. Qualcosa di inimmaginabile soltanto dieci o vent’anni fa”, indica Fischer.

swissinfo, Renat Künzi
(traduzione: Luigi Jorio)

In breve

La tipografia abbina leggibilità e forma estetica del libro.

Il fondatore della moderna tipografia è stato Jan Tschichold, il quale è fuggito dal regime nazista prima di lanciare nel 1944 il concorso “I più bei libri svizzeri”.

Grazie alla grande accuratezza e precisione, oltre alla qualità dei materiali utilizzati, la Svizzera si è ritagliata una posizione di prestigio a livello mondiale.

End of insertion

Fatti e cifre

La mostra “Beauty and the Book” è alla Biblioteca nazionale di Berna fino al 20 novembre.
143 i “libri svizzeri più belli” esposti.

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?