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Un'iniezione all'anno contro l'osteoporosi

La nuova terapia si basa sull'acido zoledronico. Novartis

Uno studio internazionale dimostra l'efficacia di un farmaco della Novartis. Somministrato una volta all'anno, riduce i danni dell'osteoporosi femminile.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 marzo 2002 minuti

Tra tutti i disturbi associati alla menopausa, quello più pericoloso è senza dubbio l'osteoporosi, la progressiva riduzione della densità del tessuto osseo che colpisce le donne sopra i cinquant'anni di età. Si calcola che in Europa una donna su otto ha subito o subirà nel corso della sua vita almeno una frattura a causa dell'osteoporosi.

Terapie senza ormoni

Oltre alla terapia a base di ormoni sintetici sostitutivi degli estrogeni, che attenua tutti gli effetti della menopausa, esistono oggi diversi farmaci che agiscono in modo specifico sul tessuto osseo e lo difendono dalla decalcificazione.

Tra questi, molto efficaci sono i bifosfonati, molecole che si accumulano sulla matrice ossea e aumentano la sua densità. I bifosfonati, però, vanno assunti tutti i giorni per via orale a stomaco vuoto e provocano fastidiosi disturbi gastrointestinali.

Ora, uno studio internazionale pubblicato dalla rivista New England Journal of Medicine, dimostra l'efficacia di un farmaco prodotto dalla Novartis, l'acido zoledronico, che necessita di una sola somministrazione all'anno, per via endovenosa.

I vantaggi dell'acido zoledronico

Lo studio, condotto su 351 volontarie affette da un calo della densità ossea dovuto alla menopausa, ha dimostrato che una dose di quattro milligrammi di acido zoledronico somministrata per via endovenosa una volta sola nell'arco di dodici mesi produce sul tessuto osseo lo stesso effetto protettivo di un trattamento quotidiano a base di bifosfonati.

All'esperimento hanno partecipato ricercatori dell'Ospedale Universitario di Losanna, della Novartis Pharma di Basilea e dell'Inselspital di Berna. L'acido zoledronico è già in commercio, ma per il momento viene impiegato solo nel trattamento dei tumori ossei.

Scopo dello studio era valutare la sua tollerabilità e la sua utilità contro l'osteoporosi femminile. La Novartis ha già avviato una nuova sperimentazione clinica del farmaco che coinvolge un numero maggiore di pazienti e prevede la somministrazione di una dose leggermente più alta, pari a cinque milligrammi all'anno.

Maria Cristina Valsecchi

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