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Un'immigrazione sempre più qualificata

Sempre più stranieri qualificati raggiungono il settore terziario svizzero Keystone

Più della metà degli stranieri arrivati sul mercato del lavoro svizzero nel corso degli ultimi due anni è in possesso di una formazione universitaria o equivalente.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2004 - 13:37

Nel secondo trimestre del 2003, 809'000 persone – per la maggior parte originarie dell’Unione europea – lavoravano in Svizzera.

Per anni si è parlato della necessità di occupare lavoratori stranieri nei settori ormai disdegnati dagli svizzeri perché ritenuti poco prestigiosi. Operai, netturbini, inservienti e camerieri: categorie di lavoratori spesso retribuite male e costrette a svolgere attività rischiose per la salute.

Le cose però stanno cambiando. Negli ultimi due anni più della metà degli stranieri stabilitisi in Svizzera per lavoro era altamente qualificata, si trattava insomma di persone con una formazione universitaria o equivalente. È la Svizzera ad averli scelti o sono loro ad aver scelto la Svizzera?

L’Ufficio federale di Statistica (Ufs), che ha pubblicato lunedì un rapporto intitolato “Stranieri sul mercato del lavoro”, non dà risposte, si limita ad esporre i fatti e a constatare che se nel settore dell’industria e delle costruzioni gli stranieri continuano ad essere proporzionalmente più presenti degli svizzeri, nel complesso sono altri i settori in cui si registra il maggior afflusso di mano d’opera estera.

Europei davanti a tutti

Nel secondo trimestre 2003, in Svizzera erano occupate 809'000 persone di cittadinanza straniera (senza i frontalieri, i dimoranti temporanei e i richiedenti l’asilo), vale a dire il 20,5% del totale della popolazione attiva. Tre quinti erano cittadini europei, provenienti in particolare dal nord e dall’ovest. Attive soprattutto nel settore dei servizi e altamente qualificate, queste persone stanno cambiando il volto dell’immigrazione svizzera.

«L’aumento dell’immigrazione di persone altamente qualificate, collegato alla forte terziarizzazione degli attivi stranieri, è certo il dato saliente del nostro studio», dichiara a swissinfo Enrico Moresi, dell’Ufs.

Pochi dati sono sufficienti per rendere visibile il cambiamento di paradigma: tra gli stranieri residenti in Svizzera da più di 10 anni, la percentuale di lavoratori in possesso di un titolo universitario si attesta al 18,6%, una percentuale molto bassa se paragonata al 57,6% fatto registrare dai lavoratori arrivati nel corso degli ultimi due anni.

Un bene per l’immagine della Svizzera

Kurt Rohner, dell’Ufficio federale dell’immigrazione, dell’integrazione e dell’emigrazione (Imes), conferma la necessità, per il mercato del lavoro svizzero, di reclutare personale altamente qualificato. «E non si tratta solo d’imprese straniere con delle filiali in Svizzera», dice Rohner a swissinfo «ma anche di datori di lavoro elvetici, soprattutto nei settori bancario, informatico e delle assicurazioni, senza dimenticare il settore sanitario».

Per gli esperti si tratta tutto sommato di un’evoluzione positiva. «È importante per l’immagine del paese. Si segnala alle aziende desiderose d’installarsi in Svizzera, che è possibile trovare del personale qualificato». Il fatto che questo personale provenga in parte dall’estero non rappresenta un problema. «Anzi», afferma Rohner, «è uno stimolo per il mercato del lavoro e per l’economia svizzera».

Anche Rainer Winkelmann, professore all'Istituto di ricerche socioeconomiche dell'Università di Zurigo, valuta positivamente il mutamento di paradigma: «Per una volta si parla di guadagno di cervelli invece che di fuga di cervelli. È la dimostrazione che il paese riesce a tenere testa alla concorrenza quando si tratta di accaparrarsi persone qualificate, una “merce” che a livello mondiale è molto scarsa».

Gli immigrati “storici” ancora ben rappresentati

In un panorama in movimento, gli italiani restano il gruppo di lavoratori stranieri più numeroso (174'000). Li seguono potoghesi (85'000) e tedeschi (79'000).

I lavoratori provenienti dall’Unione europea sono molto numerosi nella zona del lago Lemano (71,2%), ma un po’ meno nella Svizzera centrale (49,6%) dove per contro si registra la più alta concentrazione di persone provenienti dai Balcani occidentali.

Quasi un terzo dei lavoratori stranieri (31,2%) lavora nel settore secondario. Si tratta soprattutto di persone che provengono dai paesi dell’Europa meridionale e dai Balcani. Il settore in cui si registra la maggiore presenza di stranieri è quello alberghiero (40,8%), settore in cui sono attivi molti italiani e portoghesi.

swissinfo, Doris Lucini

Fatti e cifre

2003: 809'000 lavoratori di nazionalità straniera (20,5% della popolazione attiva in Svizzera)
Rispetto al 2002 la popolazione attiva straniera si è ridotta di 21'000 unità
174'000 italiani, 85'000 portoghesi, 79'000 tedeschi, 167'000 persone originarie dei Balcani
Il 57,6% delle persone immigrate durante gli ultimi due anni è in possesso di un titolo universitario

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In breve

In Svizzera, il numero lavoratori stranieri altamente qualificati è in costante aumento. Negli ultimi due anni facevano parte di questa categoria ben il 57,6% dei nuovi immigrati.

Gli immigrati lavorano sempre più spesso nel settore terziario. Il 26,4% degli stranieri venuti in Svizzera nel corso degli ultimi due anni è attivo nel settore sanitario, in quello dell’insegnamento, della cultura o della ricerca scientifica.

Il 17,4% rientra nella categoria dei manager, dei giuristi, o delle persone attive nel settore delle amministrazioni, delle banche e delle assicurazioni.

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