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UMTS: riparte l'asta, ma i miliardi sono svaniti

I telefonini della terza generazione saranno disponibili in Svizzera soltanto a partire dal 2002 Keystone

L'asta per le licenze di telefonia mobile della terza generazione (UMTS) si svolge mercoledì secondo le regole fissate prima del ritiro di numerosi concorrenti. Invece dei miliardi previsti, l'asta frutterà poco più di 200 milioni di franchi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 dicembre 2000 - 16:15

Secondo vari esperti del ramo, l'asta UMTS avrebbe dovuto permettere alle casse statali di incamerare dai 3 ai 7 miliardi di franchi. Della decina di concorrenti che si erano iscritti inizialmente, soltanto 4 erano però rimasti in lizza il 13 novembre, data alla quale avrebbe dovuto aver luogo l'asta. Pochi giorni prima 4 operatori decidevano di ritirarsi nel giro di 24 ore, mentre diAx e Sunrise annunciavano all'ultimo momento la loro fusione.

Una situazione che ha messo in chiaro imbarazzo i responsabili della ComCOm, la Commissione federale della comunicazione e dell'UFCOM, l'Ufficio federale della comunicazione. L'asta è stata sospesa e gli organi competenti si sono interrogati per diversi giorni sul da farsi, prima di decidere in che modo proseguire la vendita.

Il prezzo minimo di partenza stabilito per l'attribuzione di ciascuna delle 4 licenze è infatti di 50 milioni di franchi. Una somma irrisoria di fronte ai miliardi di franchi preventivati. Per finire l'asta ha dunque luogo alle condizioni fissate inizialmente e frutterà sicuramente poco più di 200 milioni di franchi. Si prevede qualcosa in più, dal momento che esistono leggere differenze tra una licenza e l'altra.

In ogni caso i 4 operatori in corsa non hanno nessun interesse a far lievitare i prezzi: ciascuno di loro è praticamente sicuro di portarsi a casa una delle 4 licenze con poca spesa. Pochi mesi fa, un'asta analoga aveva fruttato ben 60 miliardi di franchi in Gran Bretagna e 80 miliardi in Germania. Per la Svizzera si delinea invece uno scenario ancora peggiore di quello che si è già realizzato ad esempio in Italia, dove la clamorosa rinuncia di uno dei concorrenti ha fatto perdere miliardi di franchi e ha sollevato una marea di polemiche.

Gli introiti dell'asta non erano stati conteggiati nel preventivo della Confedererazione. Il Dipartimento delle finanze prevedeva tuttavia di poter utilizzare diversi miliardi di franchi per ridurre il debito pubblico accumulato in questi ultimi 10 anni. Un successo dell'asta avrebbe permesso di abbassare di almeno 100 milioni di franchi la somma degli interessi versati ogni anno dai contribuenti.

In gara rimangono quindi 4 operatori: Swisscom (alleata con la britannica Vodafone), Orange (sostenuta da France Télécom), dSpeed (frutto della fusione tra diAx e Sunrise) e la società spagnola Telefonica.

L'asta si svolge su Internet per permettere ai concorrenti di intervenire dalle loro sedi. La vendita delle quattro licenze avverrà simultaneamente è potrà essere seguita in diretta all'indirizzo «www.umtsauction.ch».

Le nuove tecnologie UMTS (Universal Mobile Telephone System) entreranno in funzione in Svizzera soltanto a partire dal 2002. Permetteranno di trasmettere dati sulla telefonia mobile con una velocità pari a 200 volte quella attuale e di navigare in tempo reale su Internet.

Armando Mombelli

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