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Ultimata la principale arteria autostradale svizzera

Il nuovo tratto autostradale sarà dotato anche di uno dei primi hotels "Mc Donald's" del paese Keystone

L'A1, che collega Ginevra a St. Margrethen, è finalmente completa. Il prossimo 5 aprile ne sarà infatti inaugurato l'ultimo tratto tra Payerne ed Yverdon. La nuova infrastruttura è accolta con grandi speranze nella regione della Broye, ansiosa di beneficiare degli indotti economici che il novello asse potrebbe favorire. Intanto questo fine settimana si é festeggiato in anteprima...a piedi, a cavallo e in bicicletta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 marzo 2001 - 09:13

Più di 25 anni di studi, progetti, pianificazioni, opposizioni e votazioni popolari a proposito dell'A1 e dell'eventualità di completarla. Poi, nel 1993, il semaforo verde alla realizzazione degli ultimi 23.4 chilometri tra Payerne ed Yverdon, vicino alle rive sud del lago di Neuchâtel, tra i cantoni di Vaud e Friborgo. Ora, dopo 8 anni di lavori, il tratto è finalmente pronto e tra poco più di due settimane sarà agibile agli automobilisti.

Parecchi esperti del settore indicano come il 70 % del nuovo percorso autostradale sia costituito da vere e proprie opere d'arte. La ventina di chilometri è infatti costellata da quattro ponti, tre gallerie e due viadotti; opere determinate da necessità agricole ed ecologiche. Ovviamente le severe disposizioni che il nuovo tracciato è stato tenuto a rispettare in termini di protezione dell'ambiente e d'integrazione nel paesaggio hanno avuto il loro costo: 63 milioni di franchi al chilometro, per un totale di circa 1'475 milioni di franchi. Il progetto originario stimava invece dei costi al km, attualizzati ad oggi, di 25 milioni.

La nuova via di comunicazione, che attraversa una zona finora piuttosto malservita e di conseguenza poco attrattiva da un punto di vista economico, alimenta parecchie speranze nella regione. Delle infrastrutture all'altezza della situazione sono una condizione irrinunciabile allo sviluppo economico e turistico, contribuendo al miglioramento dell'accessibilità regionale. Ed in questo senso le aspettative nella Broye paiono giustificate.

Ma come ha confermato a swissinfo Gaston Gaudard, professore in economia regionale e internazionale presso l'Università di Friborgo e direttore del centro di ricerca CRESUF, "le infrastrutture di trasporto sono effettivamente indispensabili allo sviluppo regionale ma da sole non sono sufficienti". Nuove e confortevoli vie di comunicazioni devono essere accompagnate da tutta una serie di misure, al fine di promuovere il territorio che si intende sviluppare, puntando ad esempio su poli industriali o turistici. Gaston Gaudard ha ricordato come in assenza di un tale accompagnamento, le autostrade possono generare un effetto perverso, contribuendo a "svuotare ulteriormente regioni depresse", i cui abitanti subiscono ancor più l'attrazione dei grandi centri.

Nella Broye non si è dunque rimasti con le mani in mano. Il nuovo tratto autostradale accresce la centralità della regione e fa in modo che, ad esempio, Payerne si trovi a 30 minuti da Berna e Losanna. I comuni, con la collaborazione della Comunità regionale della Broye (COREB) hanno organizzato diverse zone industriali che stanno già attraendo parecchi produttori. Inoltre, lungo l'asse autostradale si stanno progettando tutta una serie di attività economiche: nuove aree di servizio, freschi hotels (ad esempio il secondo Hotel Mc Donald's in Svizzera) ed attrazioni turistiche quali un lago artificiale per lo sci nautico, centri divertimenti e...una piramide alta 47 metri che fungerà da centro culturale. Il tutto con la speranza di ripetere l'evoluzione riscontrata dalla Gruyère che, nei 20 anni durante i quali ha beneficiato del collegamento A12 tra Berna e Montreux, ha riscontrato un forte sviluppo industriale e dove, nello stesso lasso di tempo, la popolazione è aumentata di un terzo.

La fine dei lavori sulla A1 è stata festeggiata lo scorso weekend sulla nuova tratta dove erano previsti tre poli d'animazione e che per l'occasione era percorribile a piedi, a cavallo e in bicicletta. La manifestazione è riunito una folla stimata attorno alle 50'000 persone.

Intanto però la rete delle strade nazionali non è ancora completa. In effetti molte restano ancora le opere già approvate dal Consiglio federale da terminare o la cui costruzione deve ancora iniziare. Tra queste la A5 tra Soletta e Bienne e Serriére e Yverdon, le tangenziali di Bienne, Zurigo e Basilea, il tratto dell'A9 tra Sierre e Briga ed alcune parti della trangiurassiana. La maglia autostradale elvetica dovrebbe essere completata entro il 2015. Per soddisfare i crescenti bisogni di mobilità e garantire ulteriori opportunità di sviluppo regionale.

Marzio Pescia

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