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UDC: critiche interne a corso blocheriano

L'UDC non è solo Blocher: qua e là cominciano ad affiorare critiche nei confronti del corso impresso al partito dall'imprenditore di zurighese. Mentre la sezione bernese si distanzia dalle ultime iniziative, anche a Zurigo cresce l'opposizione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 marzo 2000 - 20:12

Tra coloro che si oppongono al corso blocheriano, la consigliera nazionale di Winterthur Lisbeth Fehr (nella foto d'archivio), che non risparmia le ironie sul suo presidente cantonale, mentre l'ex direttore dell'ente turistico Erich Gerber abbandona il partito.

L'UDC bernese vuole avere più peso a livello nazionale, ha annunciato il presidente Hermann Weyeneth in una lettera ai 26 000 membri della sezione. In futuro la posizione di Berna sarà meglio propagandata sia all'interno che all'esterno del partito. Weyeneth dice di sperare che questo atteggiamento «sia rispettato dal partito nazionale».

L'UDC bernese non ammette nei suoi ranghi la xenofobia e l'antisemitismo, continua la lettera. «Nel nostro cantone intendiamo mantenere una linea politica che non tollera atteggiamenti improntati all'odio, né all'interno del nostro movimento né in altri gruppi». Weyeneth spezza anche una lancia in
favore della concordanza e la disponibilità al dialogo tra i partiti di governo, rammaricandosi nel contempo per le attuali tensioni a livello nazionale.

Il presidente invita però i sostenitori e i membri a non abbandonare il partito per protesta nei confronti delle recenti proposte di smantellamento dello stato sociale, avanzate dall'ala blocheriana durante l'assemblea dei delegati ad Altdorf, e le accuse di nazismo rivolte dal tribuno zurighese all'indirizzo dei socialisti. «Collaborate e appoggiate i nostri sforzi per una
politica improntata alla corretezza, al rispetto, alla tolleranza e alla responsabilità», si legge nello scritto.

Gli attriti tra la sezione bernese e Christoph Blocher sono noti da tempo. Stupisce di più invece che il presidente dell'UDC zurighese sia ora confrontato anche con problemi in casa. Le prime dimissioni «eccellenti» sono state rese note ieri: Erich Gerber, ex presidente della sezione di Schwamendingen e per 14 anni direttore dell'ente turistico di Zurigo, ha abbandonato il partito per protesta contro il corso impresso da Blocher.

Nella lettera di dimissioni Gerber afferma di avere da tempo problemi a seguire l'evoluzione dell'UDC cantonale; ma la decisione finale è giunta dopo i recenti attacchi all'AVS e le accuse rivolte al Partito socialista. Duro anche l'attacco della consigliera nazionale di Winterthur Lisbeth Fehr. Sul quotidiano regionale «Landbote» è stata pubblicata ieri una sua intervista in cui accusa il partito di assumere tratti totalitari e di allontanarsi dai suoi valori originali.

Secondo la deputata 62enne, negli ultimi tempi alcuni «esponenti» del partito dettano una politica che non è più conforme all'idea fondamentale dell'UDC: la democrazia. Ogni opinione divergente viene sistematicamente messa a tacere, afferma Fehr.

Richiesta di fare i nomi di questi «esponenti», la consigliera nazionale ha risposto: «in ultima analisi sono tre persone: il signor Blocher, il signor Blocher e il signor Blocher». Secondo Fehr il presidente della sezione zurighese è attorniato da «un seguito di persone che dice sempre di sì». In questo caso la deputata federale si è però rifiutata di fare nomi.

A suo avviso l'UDC oggi non lavora più a soluzioni costruttive con gli altri partiti: una situazione di polarizzazione che non fa bene al Paese. Nonostante le critiche, Fehr afferma però di non avere intenzione di lasciare il partito.


swissinfo e agenzie


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