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traffico merci: piaga o beneficio?

Con la globalizzazione, è aumentato il carico di lavoro dell'intero settore della logistica (foto: Hupac) BILD: HUPAC

"Benessere e trasporti vanno di pari passo, anche se questo legame viene visto con un certo fastidio dalla popolazione svizzera".

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 agosto 2006 - 10:21

Secondo Markus Breisinger, vicepresidente dell'associazione nazionale Spedlogswiss, in Svizzera si sottovaluta l'importanza del settore delle spedizioni e della logistica.

Tra i servizi tradizionalmente offerti in tutto il mondo dalle imprese svizzere, oltre a quelli bancari, assicurativi e alberghieri, figurano anche la spedizione e la logistica.

Pochi sanno che in Svizzera 130 mila persone sono attive in questo settore che crea un valore di circa 35 miliardi di franchi all'anno, pari al 4% del Prodotto interno lordo.

Tre delle quattro principali imprese di spedizione del mondo hanno la loro sede principale in Svizzera. L'associazione internazionale degli spedizionieri, la FIATA, si trova a Zurigo. Alla fine del settembre 2005, Panalpina ha fatto la sua entrata in borsa. Un'operazione di grande successo che ha coinciso con i suoi 50 anni di esistenza.

Da parte sua, Kühne & Nagel, società ancor più grande di Panalpina, è da tempo quotata sul listino elvetico.

Alcune imprese famose come Danzas (oggi controllata dalla posta tedesca e DHL) o Panalpina, hanno radici che risalgono al 19esimo secolo.

Il settore ha un carattere svizzero ben radicato. Il suo cuore è Basilea, dove il locale porto sul Reno è conosciuto come "la porta della Svizzera".

Risparmi e investimenti

L'attuale globalità si è sviluppata a partire dall'internazionalità caratteristica delle attività di


commercio. Le case di spedizione, che un tempo trasferivano semplicemente le merci all'estero, sono diventare specialiste di logistica globale.

Uno sviluppo strettamente correlato con l'attuale mondo economico dove sempre più aziende operano "just-in-time", evitando di stoccare i loro prodotti nei magazzini e suddividendo le varie tappe di produzione in diverse parti del mondo, precisa Markus Breisinger. Il vicepresidente di Spedlogswiss ritiene che "l'abbandono dei tradizionali metodi di produzione abbia aperto nuove possibilità per le imprese di spedizione. Ma c'è un problema: le vie di traffico diventano sempre più caotiche".

Ostacoli imprevisti

Gli ingorghi sulle strade, gli imbuti nei porti ed i tempi d'attesa causano parecchi problemi al normale scorrere delle merci.

Un tempo gli ostacoli erano i confini di Stato e le procedure tecniche di sdoganamento. Oggi si tratta invece di garantire una presenza globale, precisa Breisinger. "La clientela internazionale vuole che il suo spedizioniere sia presente ovunque, se possibile anche fisicamente".

Termini da rispettare

"Un tempo non importava se le 10 tonnellate di acciaio ordinate arrivavano oggi o domani", dice


Breisinger. "Se il livello del Reno era basso si poteva aspettare, perché il produttore aveva scorte di acciaio in magazzino". Oggi invece la consegna deve avvenire esattamente nel giorno fissato. Se nel Reno c'è troppa poca acqua, si opta per la strada o per la rotaia.

"Come spedizioniere sono neutrale nei confronti dei vari tipi di trasporto. Ci adattiamo alle esigenze della clientela. Se non posso eseguire il trasporto via acqua, allora scelgo il treno e se le capacità non bastano ricorro ai camion" afferma.

In un'era di tempi di consegna sempre più stretti, gli automezzi stradali sono un vettore molto

utilizzato grazie alla loro flessibilità. "Mi rendo conto che questo discorso non piace all'opinione pubblica, ma è così", sottolinea Breisinger.

Illusioni

Secondo l'esperto, l'idea di trasferire il traffico merci dalla strada alla ferrovia rischia di essere una costruzione politica lontana dalla realtà economica. "Nel campo del traffico merci i politici fanno molti errori" afferma.

Per esempio, il governo svizzero ha completamente dimenticato d'integrare il traffico merci nel suo rapporto di 100 pagine sulla politica in ambito di aviazione civile. Eppure il 30% delle esportazioni svizzere viaggiano nei cieli.

La dimenticanza ha potuto essere corretta all'ultimo momento grazie all'intervento di alcuni rappresentanti del settore.

swissinfo, Alexander Künzle (traduzione, Anna Luisa Ferro Mäder)

Fatti e cifre

Il valore creato dal settore della spedizione e logistica svizzera e del trasporto di merci ammonta a 35 miliardi di franchi all'anno (circa il 4% del PIL).
Gli spedizionieri sono delle specie di uffici viaggi per le merci.
In questo senso, sono neutrali nei confronti dei vari mezzi di trasporto.
Lavorano congiuntamente con le società di navigazione, le compagnie aeree, le ferrovie o gli autotrasportatori.

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In breve

La Svizzera ha un sistema di spedizione e di carico molto importante, perché, disponendo di un piccolo mercato interno, ha sviluppato un ampio commercio con l'estero ed un forte bisogno di trasportare merci.

Con l'avvento della globalizzazione, gli spedizionieri svizzeri hanno dovuto trasformarsi in operatori globali.

Le loro specialità sono i trasporti di merci pericolose, i trasporti complicati e quelli che richiedono un alto livello di sicurezza.

Al giorno d'oggi, sempre più clienti lavorano just-in-time, ciò che implica dei tempi di consegna affidabili e brevi.

Per questo motivo, molti rappresentanti del settore sono piuttosto scettici nei confronti delle rivendicazioni politiche per un maggior trasferimento del traffico merci su rotaia.

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