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Tempi duri per le banche svizzere?

Le piccole banche in pericolo nei prossimi cinque anni? Keystone

I banchieri svizzeri suonano il campanello d’allarme. L’attività del settore rischia di diminuire del 15% nei prossimi anni, con sgradevoli ripercussioni sui salari.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2004 - 12:04

Secondo le previsioni, il segreto bancario, che fa della Svizzera una delle principali piazze finanziarie, perderà d’importanza dal 2010.

Per i banchieri elvetici, la legislazione messa in atto dagli altri paesi rischia di intaccare il segreto bancario, l’asso nella manica della finanza svizzera, ed i vantaggi ad esso legati in termini di competitività.

Negli ultimi anni, l’Unione europea e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) hanno messo la Svizzera sotto pressione, perché ammorbidisca le sue normative bancarie.

Nell’ambito del secondo pacchetto degli accordi bilaterali , il segreto bancario è stato il punto cruciale che ha tenuto Berna e Bruxelles al tavolo delle negoziazioni per due anni. Bilaterali bis che sono stati accettati il mese scorso.

La Svizzera mantiene per ora il proprio segreto bancario, anche se ha dovuto fare delle concessioni per quel che riguarda la tassazione dei redditi di risparmio provenienti da fondi europei depositati nelle casseforti elvetiche.

È tempo di cambiare

La funzione ed il senso del segreto bancario svizzero sono da rivedere. Questa, almeno, è l’opinione del professor Beat Bernet, direttore dell’Istituto svizzero di banking e finanza dell’Università di San Gallo.

“Credo che il segreto bancario sia destinato ad indebolirsi. Per questo, dobbiamo intervenire e riconsiderare la sua importanza nel settore finanziario. Cosa che sta effettivamente succedendo”, dichiara a swissinfo Bernet.

“Le banche stanno realizzando che i vantaggi competitivi non possono essere costruiti esclusivamente sul segreto bancario”, aggiunge Bernet.

I tentativi degli altri paesi di mettere il settore bancario svizzero sotto pressione hanno d’altronde già dato i primi frutti.

La Germania, per esempio, ha imposto delle restrizioni alle banche elvetiche che operano sul suo territorio, per tentare di limitare le transazioni transfrontaliere tra i due paesi.

A meno di possedere una speciale licenza e di sottostare alla supervisione finanziaria tedesca, le banche svizzere con sede in Germania non potranno più fornire servizi alla propria clientela.

Regolamentazioni più strette

Un’indagine svolta dall’azienda globale di consulenza Accenture di San Gallo, mette in mostra come molti manager di banche svizzere sono toccati dall’intensificarsi delle normative nel settore bancario.

Lo studio, che ha coinvolto 180 dirigenti, rileva che l’irrigidimento delle regolamentazioni trova la sua spiegazione nel giro di vite dato alla lotta ai crimini di natura economica, al riciclaggio di denaro sporco e ai finanziamenti delle reti terroristiche.

“Con tutte queste regolamentazioni, le banche temono che il fardello da portare possa diventare troppo pesante”, spiega Bernet.

Ciò potrebbe così forzare alcuni istituti, soprattutto i più piccoli, ad abbandonare la propria funzione di private banking per dedicarsi piuttosto alla gestione patrimoniale.

Private banking

La maggior parte degli intervistati crede che il settore bancario svizzero vedrà diminuire i propri istituti, dalle 840 che operavano nel 2002 alle 730 previste per la fine del decennio.

Nello stesso tempo, circa 20'000 posti di lavoro rischiano di sparire. Al momento, 160'000 persone sono impiegate nel ramo finanziario.

Un altro risultato interessante che scaturisce dallo studio è il fatto che la Svizzera manterrà la sua posizione centrale nel settore del private banking, malgrado la forte competizione mondiale.

Gli istituti bancari elvetici, i leader di questo settore del mercato, gestiscono almeno un terzo (2’500 miliardi di franchi) dei fondi mondiali offshore – cioè nei paradisi fiscali - privati ed internazionali.

“Penso che la chiave del successo sia da ricercare anche nella nostra tradizione e reputazione”, dichiara il professore dell’Università di San Gallo.

“Fino a che riusciremo a garantire la qualità delle nostre prestazioni, non solo per quel che riguarda i profitti ma anche a livello socio-economico, potremo mantenere la nostra posizione faro nel mondo”, conclude Bernet.

swissinfo, Robert Brookes, Zurigo
(traduzione dall’inglese: Luigi Jorio)

In breve

Lo studio intitolato “The Swiss Banking Industry in the Year 2010” è stato realizzato su 180 alti dirigenti bancari.

Per i suoi promotori, i risultati sono rappresentativi della situazione delle banche che contano 50 o più collaboratori.

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Fatti e cifre

160'000 le persone che lavorano nel settore bancario in Svizzera.
20'000 i posti di lavoro a rischio da qui al 2010.
2’500 miliardi di franchi i fondi offshore gestiti dagli istituti svizzeri.

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