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Telecomunicazioni al bivio

I telefonini non sono sempre facili d'impiego Keystone Archive

I manager della comunicazione, riuniti per fare il punto in un simposio a Bienne, cercano nuove fonti di guadagno, indispensabili per finanziare la ricerca.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 maggio 2003 - 17:21

Gli affari in futuro si faranno nelle telecomunicazioni mobili, ma occorre semplificarle e renderle accessibili a tutti.

«L'80% delle persone che possiedono un cellulare non ha mai inviato un messaggio SMS», fa notare il nuovo direttore generale di Orange, Salomon Trujillo. Malgrado questa constatazione abbastanza allarmante sul grado di sfruttamento dei telefoni mobili, Trujillo si dice ottimista: «Bisogna trovare spiegazioni più facili per gli utenti. Se per spiegare uno strumento ci si impiega più di 60 secondi, lo strumento non è buono».

Chi possiede un apparecchio Motorola invia 14 messaggi al mese, mentre con un Nokia la media mensile è di 45. La tecnologia deve quindi assolutamente tenere conto dell'utente, offrire applicazioni facili e spiegarle in maniera comprensibile. Queste le conclusioni di Salomon Trujillo dopo i primi sessanta giorni alla guida del colosso francese della telefonia.

Bisogna fare spendere di più

Tutti i partecipanti al simposio organizzato a Bienne dall'Ufficio federale della comunicazione concordano su due considerazioni di fondo: primo, il mercato cerca nuovi sbocchi e, secondo, questi si trovano nelle applicazioni mobili.

Ma visto che il mercato dei cellulari è saturo (nell'UE tre quarti della popolazione possiede un telefonino, mentre in Lussemburgo la penetrazione raggiunge addirittura il 101 %,) occorre vendere più servizi a ogni singolo utente. Ad esempio, l'invio di pacchetti di dati importanti su apparecchi mobili: video, giochi e portali per eseguire pagamenti.

Continuare ad investire

Nel settore delle telecomunicazioni, sostiene il capo della Swisscom, Jens Alder, la ricetta del successo consiste nella capacità innovativa e di investimento: «La Swisscom deve sempre essere in grado di effettuare investimenti dell'ordine di miliardi di franchi, indipendentemente dal contesto congiunturale».

A detta di Jens Alder, la Swisscom dispone di capacità tecnologiche straordinarie e non intende «farsi cogliere di sorpresa». A volte riesce persino ad essere più rapida ed efficace della concorrenza, per esempio nei collegamenti internet senza cavo all'interno di edifici pubblici.

«In questo settore miriamo ad avere il monopolio, grazie alle nostre capacità tecnologiche», conclude Alder con una punta di polemica nei confronti dell'Ufcom, l'autorità che regola il mercato e dalla quale l'ex ente di monopolio statale, si sente sovente penalizzato.

L'incognita UMTS

Discutendo della trasmissione di grandi pacchetti di dati, non si poteva fare a meno di parlare di UMTS. L'ex capo della Swisscom ed attuale direttore di Comefone, Walter Heutschi, si è detto molto scettico per quanto riguarda questa tecnologia.

Il problema non è tanto non potere realizzare utili prima del 2010, quanto il fatto che, tre anni dopo il rilascio delle licenze, il sistema non è per niente maturo dal punto di vista tecnico», ha detto Heutschi.

L'industria delle telecomunicazioni, che con UMTS prometteva una capienza dati e servizi di gran lunga superiori a quelli attuali, sta puntando contemporaneamente su molte tecnologie diverse per la trasmissione mobile di dati. E' probabile che metterà a disposizione una sinergia di sistemi diversi invece di un sistema unico.

swissinfo, Rolando Stocker

Fatti e cifre

3 cittadini su 4 hanno un cellulare
L'80% non mai inviato un SMS
UMTS sarà redditizio dal 2010

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