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Swisscom si trasforma in holding

Logo Swisscom, ristrutturazione Keystone

Swisscom si trasforma nel 2001 in una holding che controllerà diverse società anonime, di cui una istituita appositamente per la telefonia mobile. Il provvedimento non dovrebbe avere conseguenze sul piano occupazionale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 agosto 2000 - 15:45

La ristrutturazione permetterà di attribuire chiaramente le responsabilità in funzione dei risultati ottenuti e di meglio definire le attività delle società che operano sui vari mercati, indica venerdì Swisscom. La futura direzione generale del gruppo si occuperà in primo luogo di gestione finanziaria e di strategie aziendali.

Lo scorporo della telefonia mobile e la sua probabile collocazione in borsa alimentavano da mesi una ridda di ipotesi. Il passaggio alla telefonia della terza generazione e la crescente concorrenza obbliga infatti l'operatore a reperire nuove risorse finanziarie: servono capitali freschi per l'aggiudicazione delle nuove licenze e per allargare le attività mediante l'acquisizione di società partner.

Swisscom aprirà agli investitori anche il capitale del suo fornitore d'accesso a internet, Bluewin, una società anonima attualmente controllata per il 92 percento dallo stesso operatore e per l'8 percento da TA Media (Tages-Anzeiger). Bluewin sarà quotata sul nuovo mercato della borsa svizzera (SWX New Market).

La decisione del Consiglio di amministrazione di Swisscom è una conseguenza del processo di liberalizzazione della telefonia e mira a rafforzare la competitività dell'azienda sul mercato dei capitali e del lavoro.

Swisscom si concentrerà nelle attività internazionali sul promettente segmento della telefonia mobile. Le partecipazioni detenute in Francia e Germania nelle società Estel e Tesion saranno cedute. In Italia sono in corso negoziati in vista di reperire un partner per la filiale Swisscom SpA, mentre in Austria UTA Telekom, pure controllata da Swisscom, sarà collocata in borsa.

La profonda ristrutturazione di Swisscom provoca le dimissioni del direttore della divisione Strategy & International, Dominik Koechlin, che lascerà la carica alla fine dell'anno per «motivi personali».

Intanto in una prima reazione il Sindacato della comunicazione afferma di non essere preoccupato per la ristrutturazione della Swisscom e aggiunge che veglierà affinché il nuovo contratto collettivo di lavoro e il relativo piano sociale vengano applicati anche dalla futura holding.

swissinfo e agenzie

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