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Sono già quasi 30 mila i kosovari rimpatriati nell'ultimo anno

Circa 30mila rifugiati kosovari, giunti in Svizzera a causa della guerra, sono rientrati nel loro paese in poco più di un anno. Si tratta quasi del totale dei rifugiati - 32 795 - che si erano iscritti nei programmi di rimpatrio volontario.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 agosto 2000 - 16:36

Esattamente sono 29 859 le persone che hanno lasciato la Svizzera tra il 1. luglio 1999 e il 31 luglio 2000. Il dato è stato pubblicato martedì dall'Ufficio federale dei rifugiati (UFR). Queste persone sono rientrate volontariamente nel loro paese nell'ambito dei programmi d'aiuto della fase I e II.

Per quanto riguarda i rientri forzati (fase III), l'UFR informa che l'obiettivo è stato superato: al posto delle 750 partenze previste in luglio, sono state 1811 le persone che hanno fatto le valigie. Nonostante questo risultato, l'UFR mantiene per agosto lo stesso obiettivo di 750 partenze forzate.

Prima delle vacanze estive, la consigliera federale Ruth Metzler aveva predetto che la metà circa dei kosovari costretti a partire sarebbero probabilmente entrati nella clandestinità. Le cifre sembrano ora contraddirla. Il Cantone di Zurigo, per esempio, valuta questa proporzione al 5-10 percento soltanto. «Per un kosovaro - ammette Dominique Boillat, portavoce dell'UFR - è molto difficile vivere in Svizzera nella clandestinità. Coloro che scelgono questa soluzione si recano probabilmente in un paese vicino, come la Germania», ha aggiunto.

In merito ai rimpatri forzati di kosovari, l'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) critica le differenze nella prassi messa in atto dai cantoni. In particolare, quelli svizzero- tedeschi non terrebbero abbastanza in considerazione i casi difficili, rinviando persone che l'OSAR considera «vulnerabili».
«Conosciamo queste differenze - afferma Boillat - ma non possiamo intervenire nelle procedure cantonali per arginare quest'eccesso di zelo».

Intanto, l'UFR ha reso noto i dati statistici sull'asilo per il mese di luglio. Lo scorso mese si è registrato un lieve aumento rispetto a giugno. Sono state registrate 1269 domande, ossia 92 in più di giugno. In ogni caso, l'afflusso di richieste d'asilo è in calo rispetto all'inizio dell'anno, rileva ancora l'UFR.

Il saldo migratorio è nuovamente negativo: alle 1269 nuove richieste d'asilo fa riscontro una diminuzione di 5862 casi. Com'è già stato il caso in giugno, il numero di richiedenti provenienti dalla Repubblica federale di Jugoslavia (RFJ) è rimasto nettamente inferiore a 300: 236 a cui si aggiungono 13 nascite per un totale di 249. La RFJ resta comunque al primo posto in fatto di nuove domande d'asilo, seguita da Turchia (125), Iran (108), Bosnia-Erzegovina (108), Sri Lanka (68), Iraq (59), Afghanistan (47), Congo (46), Guinea (28), Algeria (27) e altri paesi (404).

swissinfo e agenzie

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