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Svitto: troppi ostacoli alla naturalizzazione?

Un cittadino georgiano durante il corso per aspiranti svizzeri Keystone

In futuro, chi vorrà ottenere la cittadinanza del canton Svitto dovrà forse firmare un documento in cui s’impegna a rispettare i principi fondamentali della costituzione. Sulla nuova legge si vota il 27 novembre. Contraria solo l’UDC.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 novembre 2011 - 08:54
Jean-Michel Berthoud, swissinfo.ch

Nel 2003 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito che la naturalizzazione è un atto puramente amministrativo. La decisione equivale a un divieto di sottoporre le naturalizzazioni a votazione popolare, come accadeva per esempio nel canton Svitto.

Per questo il governo svittese ha fatto elaborare una nuova procedura, che attribuisce alle assemblee comunali la decisione definitiva in merito alle naturalizzazioni, sulla base delle raccomandazioni di una commissione ad hoc.

Contro la nuova procedura è insorta l’Unione democratica di centro (UDC), che ha chiesto invano il ritorno al vecchio sistema, basato sul voto popolare. «Nel nostro cantone per decenni è rimasta in vigore la tradizione di naturalizzare per urna. A nostro avviso è un metodo che si è dimostrato efficace», afferma André Rüegsegger, capo-gruppo UDC nel parlamento del canton Svitto. «In seguito alla decisione del Tribunale federale del 2003, il voto popolare sulle naturalizzazioni è stato purtroppo vietato».

Evoluzione positiva

Per il consigliere nazionale ecologista Daniel Vischer, l’abbandono delle votazioni popolari sulle naturalizzazioni rappresenta un’evoluzione positiva. «La naturalizzazione è un atto amministrativo, quindi deve essere valutata in base a criteri ragionevoli. Non può diventare una decisione politica, ed è questo che gli avversari della sentenza del Tribunale federale non hanno mai accettato».

L’esperienza dei comuni svittesi con la nuova procedura è positiva, ha scritto il quotidiano Neue Zürcher Zeitung. Le domande di naturalizzazione sono diminuite sensibilmente. Nelle assemblee comunali non arrivano quasi più domande controverse.

Criteri più severi

La legge sottoposta ai votanti il 27 novembre prevede alcuni inasprimenti rispetto all’attuale procedura. In seguito a una proposta avanzata dal Partito popolare democratico (PPD), chi vuole naturalizzarsi nel canton Svitto dovrà firmare un documento in cui s’impegna a rispettare i principi fondamentali della costituzione. È richiesta inoltre una sufficiente conoscenza orale e scritta della lingua tedesca. Le richieste di naturalizzazione, corredate da informazioni dettagliate, devono essere pubblicate nel foglio ufficiale.

Il consigliere nazionale Vischer è molto scettico rispetto a tali ostacoli alla naturalizzazione. «Gli ostacoli sono così alti che la maggior parte delle persone naturalizzate non sarebbe più in grado di superarli. Non so neppure se tutti i parlamentari cantonali o comunali sarebbero in grado di superarli».

Naturalizzazioni di massa?

Svitto ha la scelta tra la legge sulle naturalizzazioni più dura della Svizzera e una soluzione transitoria, che prima o poi sarebbe dichiarata illegale dal Tribunale federale, ha osservato sulle colonne della Neue Zürcher Zeitung il membro del governo svittese Armin Hüppin. L’osservazione era evidentemente rivolta all’UDC, l’unico partito che si è opposto alla nuova legge in parlamento.

«Siamo dell’avviso che i criteri del progetto in votazione siano troppo poco severi e non evitino le naturalizzazioni di massa», dice dal canto suo il parlamentare UDC Rüegsegger. «Non basta chiedere sufficienti conoscenze del tedesco. Sono noti casi di persone naturalizzate nonostante parlino molto male la nostra lingua. Vogliamo rendere ancora più severi i criteri per accedere alla nazionalità svizzera: duri, ma corretti».

L’opposizione dell’UDC alla nuova legge svittese sulla naturalizzazione, considerata fra le più severe del paese, stupisce solo in parte Daniel Vischer. «L’UDC vuole dimostrare che la sentenza del Tribunale federale non è applicabile. Per il partito la naturalizzazione rimane una decisione politica, che non deve essere motivata in base a criteri prestabiliti».

UDC spera nel voto popolare

L’UDC svittese spera che il 24 novembre il popolo si schieri in maggioranza dalla sua parte e respinga la nuova legge. In passato gli abitanti del cantone hanno sempre sostenuto una linea dura in ambito d’immigrazione. Nel 2008 Svitto è stato l’unico cantone svizzero ad approvare l’iniziativa popolare dell’UDC per «naturalizzazione democratiche».

«Ripongo molte speranze in questa linea dura dei votanti svittesi», afferma Rüegsegger. «Purtroppo anche questa volta l’UDC si trova a lottare da sola. Gli altri partiti hanno trovato un accordo e sostengono il progetto senza discussioni. I partiti di centro-sinistra hanno capitolato, accettano tutto quel che arriva dall’alto, imposto dal diritto federale».

Spesso decide l'esecutivo

A Uster, nel canton Zurigo, la responsabilità di decidere su tutte le naturalizzazioni è stata conferita di recente all’esecutivo comunale. I votanti hanno approvato una revisione legislativa in tal senso lo scorso mese di ottobre. Finora la responsabilità per le domande di naturalizzazione erano condivise da esecutivo e legislativo.

La cittadina di Uster non è la sola ad aver adottato un simile modello. In molti comuni del canton Zurigo e anche altrove, le decisioni sulla cittadinanza sono delegate agli organi esecutivi. Il modello tiene conto della sentenza del Tribunale federale del 2003, che ha definito le naturalizzazioni un atto puramente amministrativo.

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