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Soldi sporchi, oro e diamanti tra Italia e Svizzera

Una vasta inchiesta della Procura di Como e della Guardia di finanza italiana ha permesso di smantellare un traffico di denaro sporco, oro e preziosi tra la Svizzera e la vicina Penisola.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 agosto 2009 - 15:05

L'operazione, denominata "Mozart", è durata cinque anni e ha coinvolto 59 persone residenti in dieci regioni italiane, ha indicato giovedì la Guardia di finanza.

I soldi da riciclare, compreso del denaro di origine mafiosa, era raccolto sul territorio italiano e trasportato in Svizzera, principalmente in Ticino, per essere depositato nelle banche. I trasporti erano affidati a corrieri i quali nascondevano le somme in automobili provviste di doppiofondo.

L'organizzazione criminale acquistava poi oro e diamanti in Ticino, prima di contrabbandarli in Italia. L'oro era destinato a gioiellieri locali, mentre i diamanti erano consegnati ad una società di Alessandria, in Piemonte, specializzata nella loro commercializzazione, ha spiegato la Guardia di finanza.

Complessivamente i finanzieri hanno sequestrato oltre 100 chili di oro, circa cento carati di diamanti e oltre due milioni di euro in contanti, compresi dollari e sterline inglesi. Mediamente, tra l'ottobre 2004 e il novembre 2005, avrebbero varcato il confine verso il Ticino non meno di 800mila euro al giorno.

Le persone coinvolte sono accusate di evasione fiscale, contrabbando, riciclaggio di denaro e di associazione a delinquere.

swissinfo.ch e agenzie

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