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Filippine: rapitori discutono col governo

I sequestratori dei tre impiegati del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) rapiti giovedì nel sud delle Filippine, tra i quali uno svizzero, hanno avviato discussioni con le autorità di Manila.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 gennaio 2009 - 10:41

La notizia dell'avvio delle trattative è stata data da una fonte della polizia filippina. I sequestratori - sospettati di appartenere al gruppo integralista islamico di Abu Sayyaf, attivo nel sud dell'arcipelago - avrebbero telefonato a un collaboratore del governatore della provincia, Abdusakur Tan, e gli avrebbero espresso la volontà di aprire un negoziato.

«Pensiamo che richiameranno molto presto; l'interlocutore ha voluto mantenere l'anonimato e non ha fatto cenno a un riscatto» ha detto la fonte.

Secondo fonti militari, i rapitori avrebbero invece chiesto un riscatto di almeno cinque milioni di dollari.

Lo svizzero Andreas Notter, responsabile dell'ufficio del CICR a Zamboanga, l'italiano Eugenio Vagni e la filippina Mary-Jean Lacaba sono stati rapiti giovedì scorso sull'isola di Jolo.

Sabato, i tre operatori umanitari hanno potuto chiamare direttamente il CICR ed hanno affermato di essere incolumi. Per ragioni di sicurezza, il CICR ha deciso di sospendere temporaneamente le sue attività nel sud del paese.

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