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Diossina: nessuna traccia in Svizzera

L'Irlanda ha esportato carne di maiale verso dodici Stati dell'Unione europea ed altri nove paesi, tra cui la Svizzera, ha annunciato lunedì la Commissione europea, a tre giorni dalla scoperta di diossina negli allevamenti di suini irlandesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 dicembre 2008 - 15:33

I dodici paesi dell'UE interessati sono Germania, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo e Svezia.

La Commissione europea ha invitato le autorità a bloccare urgentemente le importazioni di maiali irlandesi, così da evitare che la diossina - un prodotto cancerogeno - entri nella catena alimentare.

Secondo l'esecutivo europeo, le misure adottate dal governo irlandese - che ha ritirato dal mercato tutti i prodotti confezionati con maiali abbattuti dopo il 1. settembre - sono per il momento «sufficienti».

Oltre all'UE, ha comunicato la Commissione, le esportazioni di carne suina sono state effettuate verso altri paesi nel mondo, tra cui la Svizzera, gli Stati Uniti, la Cina e la Russia.

La Confederazione è stata informata dal Sistema di allerta comunitario RASFF di aver ricevuto 138 tonnellate di carne suina, indica l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in un comunicato. La fornitura è però stata presa in consegna e rivenduta da un intermediario elvetico, e non è quindi giunta in Svizzera, puntualizza l'UFSP.

All'origine della contaminazione scoperta in dieci allevamenti irlandesi vi è «l'alimentazione degli animali», ha detto Androulla Vassiliou, commissaria europea alla Salute. I tenori in diossina erano «100 volte superiori al limite», ha aggiunto.

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