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Cibercriminali in aumento, ma non in Svizzera

Nel 2009, la criminalità sul web è aumentata. Lo indica una rapporto stilato dalla società americana Symantec, specializzata nella realizzazione di sistemi di protezione. Il paese più colpito da attacchi informatici sono gli Usa. La Svizzera scende dal 28esimo al 35esimo posto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 aprile 2010 - 18:27

Globalmente, indica il rapporto, nel 2009 gli attacchi informatici sono cresciuti del 71%. Tale dato viene misurato mediante il monitoraggio di computer, la costituzione apposita di indirizzi mail per attirare spam e di sonde istallate su internet.

Nel 2009, il 19% di tutti gli attacchi è stato registrato negli Usa, precisa il rapporto di Symantec pubblicato oggi 21 aprile. Seguono la Cina, il Brasile, la Germania e l'India.

La maggior parte di queste attività criminali - 2/3 - prende di mira il ramo finanziario, ha dichiarato all'Agenzia telegrafica svizzera Candid Wüest della Symantec.

«Per quanto riguarda la Svizzera», ha aggiunto Wüest, «nell'anno in rassegna la cibercriminalità è diminuita. Tale evoluzione è rallegrante, tenuto conto della forte diffusione di collegamenti internet veloci, e in particolare dell'importanza per la Confederazione del ramo finanziario». A differenza di altri paesi, in cui il problema è tutto sommato nuovo e non c'è ancora l'esperienza necessaria ad affrontarlo, la Svizzera riesce a difendersi in modo abbastanza efficace dagli attacchi.

Nel 2009, virus e altri software dannosi sono cresciuti in maniera massiccia, ha aggiunto Wüest. In particolare ha fatto parlare di sé il virus Conficker che avrebbe messo fuori uso 2,5 milioni di computer. I criminali prediligono però infiltrarsi nei computer inviando all'ignaro utente dei cavalli di Troia, grazie ai quali rubare informazioni.

swissinfo.ch e agenzie

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