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La lepre è a rischio in Svizzera

ll WWF lancia l’allarme in occasione delle festività pasquali e ricorda che il numero di lepri comuni continua a diminuire sul territorio elvetico.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 aprile 2010 - 17:40

Attualmente nella Confederazione si contano in media 2,7 lepri per chilometro quadrato, con punte negative di 1,5 esemplari. Stando al comunicato diffuso venerdì dal WWF, la situazione è «drammatica» poiché gli esperti considerano già «critica» una densità compresa tra 2 e 6 esemplari.

Le ragioni del continuo calo sono molteplici. Innanzitutto lo spazio vitale dell'animale viene limitato dall'urbanizzazione e dalla frammentazione del territorio; centinaia di lepri sono inoltre ogni anno vittima della circolazione stradale e anche l'agricoltura intensiva ha la sua parte di responsabilità. Va infine ricordato che, contrariamente ai conigli, le lepri non scavano tane e i piccoli sono quindi spesso vittima di cani, volpi o uccelli rapaci.

«È assolutamente necessario restituire alle lepri più possibilità di rifugio e maggiori fonti di cibo, ad esempio allestendo nuove siepi o lasciando che ai bordi dei campi crescano erbe selvatiche», sostiene Kurt Eichenberger, responsabile del progetto Biodiversità presso il WWF Svizzera.

Secondo l'organizzazione ambientalista, è indispensabile migliorare le condizioni quadro per la lepre. Quest’ultima si appella quindi alle autorità comunali e ai contadini affinché si impegnino a salvaguardare questa specie in Svizzera e a evitare che il timido animale dalle lunghe orecchie finisca confinato nei libri per bambini o trovi solo un amaro sostituto nei conigli pasquali.

swissinfo.ch e agenzie

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