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Salari reali in flessione nel 2000

Meno soldi alla fine del mese anche per i dipendenti del settore secondario Keystone

I salari in Svizzera hanno subito l'anno scorso una nuova erosione. Parallelamente all'aumento dei salari nominali (+ 1,3%) si è constatato un calo dei salari reali dello 0,3 %. È quanto indica l'Ufficio federale di statistica (UST).

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 giugno 2001 - 12:21

L'indice nominale si è attestato a quota 106,9 punti (1993 = 100), quello reale - ossia dedotta l'inflazione - si è collocato a 100,3 punti. La progressione nominale del 2000 è risultata decisamente più altra rispetto agli anni precedenti: +0,3 % nel 1999, +0,7 % nel 1998 e +0,5 % nel 1997.

La favorevole evoluzione delle rimunerazioni nominali è da attribuire all'importante rilancio della congiuntura svizzera del 1999 e alla prevista crescita economica del 2000, osserva l'UST. L'incremento del 2000 è ammontato all'1,9 % nel primario, all'1,5 % nel secondario e all'1,1 % nel terziario.

Nel secondario l'aumento superiore alla media è da attribuire ad incrementi più marcati rispetto al 1999 in tutti i rami economici del settore. Nel terziario la crescita inferiore alla media deriva dall'evoluzione differenziata a seconda dei rami. Sono stati rilevati progressioni nettamente superiori alla media nelle assicurazioni (+2,8 %), nelle banche (+2,3 %), nei servizi ausiliari delle attività finanziarie e delle assicurazioni (+2,6 %) nonché negli altri servizi pubblici, sociali e personali (+2,3 %).

Gli stipendi hanno invece segnato un incremento inferiore all'1 % nell'istruzione (+0,7 %), negli alberghi e ristoranti (+0,7 %), nella sanità e servizi sociali (+0,6 %), nei trasporti e comunicazioni (+0,3 %) e nel commercio e riparazione di veicoli (+0,3 %).

Se si osserva l'evoluzione dei salari per un periodo più lungo (1993-2000) si constata che proprio i rami economici con i livelli salariali tradizionalmente più elevati registrano i maggiori aumenti, rileva l'UST. Si tratta delle banche, delle assicurazioni e degli altri servizi ausiliari delle attività finanziarie e delle assicurazioni. Nella pubblica amministrazione e nell'istruzione, rami in cui il livello dei salari è pure relativamente elevato, il tasso di crescita degli stipendi è invece inferiore alla media svizzera.

Il potere d'acquisto era diminuito dello 0,7 % nel 1993 e dello 0,5 % sia nel 1995 sia nel 1999. Tra il 1993 e il 2000, i salari reali sono aumentati soltanto dello 0,3 %. Nei sette anni esaminati (1993-2000), l'evoluzione dei salari reali è stata contrassegnata da notevoli differenze secondo il tipo di attività economica.

In tale lasso di tempo, il secondario ha segnato il passo. Il potere d'acquisto è perfino diminuito nelle industrie alimentari e nelle industrie del metallo (entrambe -0,3 %), nell'industria tessile (-1,2 %), della carta e della stampa (-1,8 %) e delle macchine (-1,8 %). I salari reali sono rimasti stabili nelle costruzioni. Solo nel ramo comprendente l'industria chimica è stato registrato un forte aumento in termini reali (+3,2 %).

Per lo stesso periodo, nel terziario l'aumento medio reale delle buste paga è stato dello 0,6 %. Le banche (+7,3 %), le assicurazioni (+8,8 %) e i servizi ausiliari delle attività finanziarie e delle assicurazioni (+8,1 %) hanno registrato crescite decisamente superiori alla media. Gli stipendi reali sono diminuiti invece nei trasporti (-4,6 %), nella pubblica amministrazione (-1,6 %), nell'istruzione (-1,5 %), negli alberghi e ristoranti (-0,6 %) e nella sanità e servizi sociali (-0,5 %).

swissinfo e agenzie

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