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Reto Gamma nuovo segretario generale del PS

Il neo-eletto segretario generale, Reto Gamma, insieme alla presidente del PS, Christiane Brunner Keystone

Lo ha eletto sabato il Comitato centrale del Partito socialista svizzero, che ha pure deciso di non sostenere il referendum contro la revisione della legge sull'esercito, che prevede l'impiego di militi armati per missioni di pace all'estero.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 dicembre 2000 - 13:50

Gamma, 47 anni, giornalista e deputato al parlamento urano, è stato eletto con 32 voti, contro 28 andati a Peter Bosshard, suo diretto concorrente. Gamma succede a Jean-François Steiert, dimessosi dalla carica lo scorso ottobre.

Reto Gamma presiedeva già ad interim il segretariato dopo il congresso socialista di metà ottobre. In un primo tempo aveva deciso di non presentarsi per un periodo più lungo di quello previsto per la carica ad interim, ma era stato invitato a ripensarci da una parte del partito.

Politicamente vicino a Christiane Brunner, con la quale ha combattuto diverse battaglie nell'ambito del Sindacato dell'industria, della costruzione e dei servizi (FLMO), Gamma ha lavorato 10 anni come giornalista indipendente, collaborando con la «Basler Zeitung», la «Berner Zeitung» ed il «Tages-Anzeiger». Nel 1987 ha aperto un ufficio di comunicazione a Altdorf (UR), impegnandosi in prima persona a favore di diverse campagne, come quella per l'Iniziativa delle Alpi.

Sul piano politico, Gamma è stato il fondatore del «Kritisches Forum Uri» (KFU) che ha rappresentato nel parlamento urano. Dopo la dissoluzione del KFU ha raggiunto i ranghi del PS cantonale, dove continua tuttora ad esserne un membro attivo.

Dopo l'elezione del segretario generale, il Comitato centrale del PS ha scelto di non sostenere il referendum «Per una politica di pace», come proponeva la sezione ginevrina. I socialisti erano divisi fra il timore di aprire la via alla partecipazione dell'esercito svizzero a missioni di guerra della Nato e l'idea di solidarietà che implica la partecipazione a missioni di pace fuori dai confini elvetici. Il comitato centrale ha infine deciso con 41 voti contro 15 di allinearsi alla posizione della presidente Christiane Brunner.

Quest'ultima ha sottolineato che sarebbe difficile sostenere la decisione di non aprirsi all'estero e contemporaneamente fare campagna per l'adesione all'Ue. Per quanto riguarda i tre oggetti in votazione il prossimo 4 marzo, le raccomandazioni di voto socialiste si distanziano da quelle espresse dal Consiglio federale e dal parlamento.

Il Comitato centrale ha invitato a sostenere l'iniziativa per l'adesione all'Ue e quella che chiede l'introduzione del limite massimo di velocità di 30km/h nelle località. Ha lasciato invece la libertà di scelta sull'iniziativa Denner per medicinali a minor prezzo.

Quest'ultimo oggetto ha suscitato un ampio dibattito. I socialisti non intendono fare campagna né a fianco del grande distributore né con l'industria farmaceutica. Con 26 voti contro 13 hanno deciso di lasciare libertà di voto, ma i pareri rimangono molto divisi riguardo al testo lanciato dalla Denner.

Le altre due iniziative non hanno invece dato adito a discussioni. Nessuno si è opposto all'iniziativa «strade per tutti» dell'Associazione traffico e ambiente. Anche il sostegno all'iniziativa «Sì all'Europa!» ha fatto la quasi unanimità. D'altronde si trattava di un voto formale, poiché il PS aveva già approvato una risoluzione a favore del testo nel corso del congresso di Lugano.

swissinfo e agenzie

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