Navigation

Raggiunto un accordo alla conferenza sul razzismo

Conclusione sofferta alla conferenza ONU sul razzismo swissinfo.ch

La conferenza dell'ONU sul razzismo, tenutasi a Durban, in Sudafrica, si è conclusa sabato sera, con l'approvazione di una dichiarazione finale, ma numerosi paesi hanno espresso le loro riserve soprattutto sulla parte riguardante il Medio oriente. Diversamente la delegazione svizzera ha accolto con favore il testo finale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 settembre 2001 - 10:38

Malgrado le numerose difficoltà, è stato coronato da successo l'impegno ONU per raggiungere un testo unico contro il razzismo. In conclusione la conferenza ha adottato due documenti - una dichiarazione di principio ed un piano di azione per combattere la discriminazione che i 160 paesi partecipanti si sono impegnati a rispettare.

I Contenuti della dichiarazione finale

Ecco i principali punti della dichiarazione finale e del programma d'azione approvati sabato dalla Conferenza dell'Onu sul razzismo a Durban, secondo la versione fornita dall'agenzia francese Afp.

In primo luogo vengono espresse «profonda preoccupazione» per l'aumento dell'«antisemitismo» e dell' «islamofobia»; «preoccupazione» per il popolo palestinese «che vive sotto l'occupazione straniera». Viene riconosciuto il diritto dei palestinesi alla «autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente», e il diritto di Israele alla sicurezza. Inoltre si lancia un appello a non dimenticare l'Olocausto.

Rispetto al passato coloniale, la Conferenza riconosce che «la schiavitù e la tratta degli schiavi sono un crimine contro l'umanità» e che «gli africani e i discendenti degli africani, i popoli di origine asiatica e i popoli indigeni sono stati vittima di questi atti e continuano a essere vittima delle loro conseguenze».

Per i popoli indigeni che vengono confinati in territori sempre più esigui da nuovi colonizzatori, si auspica il «pieno riconoscimento» dei loro diritti, nell'ambito della «sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati».

Oltre alle dichiarazioni di fondo la conferenza ha anche approntato un "Piano d'azione" che sottolinea l'impegno a assegnare «nuove e maggiori risorse finanziarie» allo sviluppo economico e sociale dell'Africa. Invita alla ripresa dei negoziati di pace in Medio Oriente e a «promuovere e proteggere» i diritti umani e le libertà fondamentali degli immigrati.

Tutte le riserve espresse faranno parte di un rapporto conclusivo che verrà inviato alle Nazioni Unite.

Le reazioni della delegazione elvetica

La delegazione svizzera ha accolto con favore l'adozione delle dichiarazioni finali alla Conferenza dell'Onu contro il razzismo. I documenti costituiscono buoni strumenti per tradurre in pratica il lavoro effettuato a Durban, ha dichiarato all'ats Claudia Kaufmann che presiedeva la delegazione elvetica in Sudafrica.

Il testo di condanna della schiavitù e del colonialismo è estremamente sfumato ma offre una base di discussione e promuove la collaborazione tra stati, ha aggiunto la Kaufmann. Durban non è che una tappa nella lotta al razzismo: molto lavoro resta da fare.

Il bilancio per la nostra delegazione è positivo, giudica la segretaria generale del Dipartimento federale dell'interno (DFI). In effetti, spiega, le proposte svizzere sono incluse nelle dichiarazioni finali, in particolare quella per lottare contro il razzismo su internet.

Il Forum contro il razzismo, che riunisce 75 ONG elvetiche, ha pure espresso soddisfazione per l'esito della Conferenza che ha trovato compromessi accettabili. Purtoppo, indica il Forum, i risultati sono mascherati dal confronto politico nei lavori.

Vi è però rammarico relativamente alla questione della schiavitù per cui le ONG avrebbero voluto ottenere scuse formali e riparazioni finanziarie. Secondo il Forum, paesi e popolazioni vittime di quella pratica non hanno potuto ritrovare completà dignità.

swissinfo e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?