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Programma «SvizzeraEnergia» per ridurre il CO2

Il programma intende sostenere le energie rinnovabili Keystone

Più sicurezza e compatibilità ambientale nell'approvvigionamento energetico. Questo l'obiettivo del programma «SvizzeraEnergia» lanciato da Confederazione, enti locali, organizzazioni economiche ed ecologiste.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 gennaio 2001 - 13:13

Migliorare l'efficienza e favorire le risorse rinnovabili in materia di energia non solo per rendersi più indipendenti dalle importazioni, ma soprattutto per inquinare meno e dunque evitare la tassa sul CO2. Il nuovo programma di politica energetica lanciato oggi subentra a «Energia 2000» inaugurato dieci anni fa e giunto al termine.

Ma diversamente da quest'ultimo SvizzeraEnergia si prefigge una strategia e obiettivi più ambiziosi. Una semplice continuazione del programma precedente non basta per garantire un approvvigionamento sostenibile, ha rilevato il ministro dell'energia Moritz Leuenberger.

Alle condizioni attuali le emissioni di CO2, gas responsabile dell'effetto serra, possono al massimo essere mantenute costanti, mentre non sarà possibile ottenere nel 2010 una riduzione del 10% rispetto al 1990 come prevede la legge sul CO2 varata nel frattempo dal parlamento.

In una prima fase ci si baserà su misure volontarie imponendo precise condizioni sull'utilizzo dell'energia previste dalla nuova legislazione. Il nuovo programma, dotato di un budget di 55 milioni di franchi, non sarà perciò condotto unicamente dalla Confederazione, ma coinvolgerà direttamente anche gli enti locali, le organizzazioni ambientaliste e quelle economiche.

Contrari alle tasse sulle energie non rinnovabili bocciate dal popolo lo scorso settembre, gli ambienti economici hanno dichiarato aperto sostegno al nuovo programma. Un appoggio non certo disinteressato: le imprese e i settori che raggiungeranno gli obiettivi di emissione, obiettivi che devono ancora essere concordati con il governo, potranno essere esentati da un'eventuale tassa sul CO2.

Da parte loro cantoni intendono aumentare i loro sforzi concentrando le attività nel settore degli edifici. Prioritarie diventeranno le misure di risparmio energetico attraverso l'applicazione degli standard «Minergia».

In collaborazione con organizzazioni che promuovono le energie alternative i comuni contribuiranno soprattutto ad informare e a promuovere l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, come quella fotovoltaica. «La gente non sa ancora che già grazie ai pannelli solari si può produrre calore a prezzo di mercato», ha osservato Yves Christen, presidente di Swisssolar e sindaco di Vevey, città premiata da Leuenberger per le riduzioni nel consumo energetico.

Ma se la buona volontà non sarà sufficiente altri provvedimenti dovranno essere adottati per raggiungere gli obiettivi fissati. Si tratterà di prescrizioni concernenti il consumo e l'introduzione di una tassa sul CO2, applicabile non prima del 2004.

Una tassa, ha sottolineato Leuenberger, che sarà tanto più bassa quanto più efficaci saranno le misure volontarie e le prescrizioni. Ma considerate le attuali cifre e le previsioni sulle emissioni un'intervento fiscale risulta praticamente ineludibile. Resta da vedere chi effettivamente dovrà metter mano al portafoglio.

Luca Hoderas

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