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Processo Nyffenegger: l'ex colonnello non andrà in carcere

Sensibile riduzione della pena, da 15 a 4 mesi di prigione con la condizionale, per il colonnello a riposo Friedrich Nyffenegger nella vicenda dei due CD-ROM dello Stato maggiore dell'esercito realizzati nella prima metà degli Anni 90.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 luglio 2000 - 19:07

Nella sua sentenza emessa mercoledì pomeriggio, il Tribunale militare d'appello 2A riunito a Zurigo ha riconosciuto l'ex alto ufficiale 64enne, come già aveva fatto la prima istanza, responsabile di violazione di segreti militari.

La riduzione della pena evita tuttavia a Nyffenegger di dover ritornare in prigione. Anche se aggiunta ai sei mesi con la condizionale già inflitti in maniera definitiva all'ex colonnello nella procedura civile che riguardava l'organizzazione delle celebrazioni «Diamante», la nuova condanna non raggiunge infatti il limite di 18 mesi oltre i quali non sarebbe stato possibile concedergli al sospensione condizionale.

Nel processo militare d'appello, voluto sia dalla difesa che dall'accusa, anche l'ex brigadiere Paul Meyer, all'epoca superiore di Nyffenegger, ha beneficiato di uno sconto di pena. Invece dei due mesi di prigione sospesi condizionalmente, Meyer si è visto infliggere una multa di 2000 franchi per insubordinazione a misure militari e amministrative, mentre è stato prosciolto dall'accusa di violazione di segreti militari.

L'esperto d'informatica Gustav Furrer, responsabile della ditta d'informatica che aveva ricevuto l'incarico di produrre i CD-ROM militari, è stato assolto da ogni accusa, mentre la prima istanza lo aveva condannato a un mese con la condizionale.

Altri due funzionari dell'ex Dipartimento militare federale implicati nella vicenda, già prosciolti nel dicembre del 1998 dal Tribunale di divisione 10B, sono stati assolti anche in seconda istanza.

Il processo è stato tutto incentrato sulle presunte irregolarità verificatesi nell'ambito dell'edizione del promemoria elettronico dell'esercito, contenuto in due CD-ROM dello Stato maggiore generale.

Nyffenegger aveva ricevuto nel 1993 l'incarico di realizzare i dischetti, che in vista del progetto «Esercito 95» dovevano sostituire un analogo documento fino ad allora raccolto in tre classificatori. L'inchiesta militare aperta in seguito allo «scandalo Nyffenegger, scoppiato nell'autunno del 1995, aveva evidenziato che di diversi dischetti in circolazione non era nota l'effettiva destinazione.

In un dipartimento militare nel frattempo colpito da scandali «maggiori», la vicenda Nyffenegger si è sensibilmente sgonfiata rispetto ai clamori iniziali. Davanti alla Corte, Nyffenegger ha in parte riconosciuto i fatti di cui è stato accusato, contestando tuttavia l'interpretazione giuridica fatta dall'accusa.

Nonostante i tempi di realizzazione ridotti, il colonnello ha sostenuto che la sicurezza è sempre stata al centro delle sue preoccupazioni. Sin dall'inizio fu deciso di inserire nei supporti informatici solo informazioni «confidenziali», ha affermato l'ex brigadiere Meyer. E ciò valeva anche per i cosiddetti CD-ROM «rossi», che sarebbero stati classificati come «segreti» solo per motivi di sicurezza.

swissinfo e agenzie

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