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Pro e contro il nuovo ordinamento finanziario

Anche se nella votazione finale in parlamento nessuno si è opposto al "nuovo ordinamento finanziario", abbiamo chiesto a Urs Schwaller, consigliere agli Stati popolare democratico ed ex direttore delle finanze del canton Friburgo, e a Didier Berberat, consigliere nazionale socialista di Neuchâtel, di esprimere il loro punto di vista sul tema in votazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 ottobre 2004 - 18:37

swissinfo: Cominciamo da Urs Schwaller

Urs Schwaller: È semplice, non c'è niente di nuovo. Si trattava solo di dare alla Confederazione la competenza di riscuotere l'imposta federale diretta e l'IVA. In sostanza si proroga quanto applicato negli ultimi anni. Il voto nelle due camere dimostra che il progetto non ha suscitato grandi contestazioni. Evidentemente nessuno può impedire alla confederazione di prelevare delle imposte.

swissinfo: Attualmente di discute tuttavia di numerose riforme del sistema fiscale. Non è un po' un voto inutile, per così dire?

U.S.: Siamo obbligati, per avere una base legale per prelevare le imposte, a riconfermare la competenza alla confederazione. Ma è vero che al momento molte discussioni sono in corso. Si parla della Flat Tax, ci si chiede se è necessario un tasso d'imposizione unico in Svizzera.

Discuteremo anche di una nuova riforma della tassazione delle imprese, molto importante per il nostro paese. E dopo il no popolare al pacchetto fiscale, bisognerà avanzare nuove proposte per uno sgravio fiscale alle famiglie. E si tornerà sicuramente a discutere della tassa ecologica.

swissinfo: Didier Berberat, i socialisti volevano cancellare i limiti temporali alle competenze fiscali della Confederazione, ma sono stati sconfessati dalla maggioranza. Una sconfitta?

Didier Berberat: Non siamo maggioritari in parlamento, almeno per ora, per cui a volte dobbiamo inchinarci alla maggioranza. È la democrazia.

Semplicemente quello che ci pare importante, anche se abbiamo perso sull'abolizione del limite temporale per la riscossione delle imposte federali, è che si sia ribadita la necessità per la Confederazione di prelevare queste imposte. Il decreto scadrà nel 2020 e questo ci darà tempo di ridiscutere la questione.

E poi è avremmo voluto mantenere l'aliquota massima dell'imposta federale diretta per le persone giuridiche al 9,5%, ma almeno abbiamo evitato che fosse abbassata all'8%.

swissinfo: Ma invece di voler rendere perenni le competenze fiscali attuali della Confederazione, non è più importante discutere di una riforma più profonda del sistema fiscale?

D.B.: L'ordinamento finanziario attuale è valido fino al 2006, quindi era necessario prolungarlo. Questo non impedisce l'introduzione di altre tasse o la modificazione di tasse esistenti. L'importante è ora di poter prelevare queste imposte.

Siamo l'unico paese sviluppato al mondo che ha delle imposte limitate nel tempo. Comunque, non mi dà fastidio di doverne ridiscutere ogni vent'anni. Nulla impedisce, per fare un esempio assurdo, di votare in cinque anni per abolire l'IVA. Però, è ovvio che ora senza imposte dirette e IVA la Confederazione non potrebbe più svolgere tutti i suoi compiti, indispensabili per il paese.

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