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Primi contraccolpi economici della chiusura del Gottardo

Il governo ticinese ha istituito un "Gruppo di crisi" per valutare le conseguenze economiche della chiusura della galleria autostradale del San Gottardo e approntare misure adeguate.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2001 - 16:03

Il Canton Ticino rischia infatti di restare isolato per mesi. Le industrie locali temono per le forniture in arrivo e in partenza per la Svizzera interna, intanto si fanno sentire i primi contraccolpi del grave incidente di mercoledì scorso.

La Valle Leventina è in ginocchio: bloccati i commerci di transito e compromessa la stagione turistica invernale. "Una tragedia nella tragedia, la metà dei turisti che arrivano in Ticino proviene da oltre Gottardo. Con il tunnel chiuso l'economia di tutta la regione rischia il collasso" ha dichiarato a swissinfo Fabrizio Barudoni direttore dell'Ente turistico della Leventina.

Giovedì, la City Shell di Quinto, la grande stazione di servizio di Quinto progettata da Mario Botta, è stata costretta a ridurre gli orari di lavoro, a sopprimere il self service, e a mandare a casa buona parte dei 45 dipendenti.

Grazie al traffico di transito, la City Shell l'anno scorso aveva realizzato una cifra di affari di 13 milioni di franchi, ma ora i clienti sono scomparsi. La direzione ha già contattato i sindacati per cercare di evitare il licenziamento di almeno metà del personale.

Grande preoccupazione tra gli operatori turistici per la prossima stagione invernale. Airolo, la più grande stazione sciistica del cantone, dipende al 40 percento dalla clientela svizzero tedesca. Per le Funivie del Gottardo, che già versavano in una difficile situazione finanziaria, si prospetta un inverno gramo. Gli impianti saranno aperti come ogni anno la prima settimana di novembre ed i responsabili incrociano le dita.

Secondo Barudoni l'unica cosa da fare è il potenziamento dei treni navetta anche per i turisti. Tuttavia il direttore dell'Ente non si fa molte illusione: "Questo 40 percento di clienti è praticamente perso".

Forti timori per il turismo anche al San Bernardino, che per gli sport invernali conta al 70 percento sui clienti ticinesi e italiani. Tuttavia, con il Gottardo bloccato e tutto il traffico concentrato sulla A13, c'è il pericolo che la stazione sciistica perda attrattività.

Le code e la paura di incidenti potrebbero dirottare verso altre località gli ospiti abituali. Samia Tognola, coordinatrice dell'Ente turistico locale auspica che le autorità cantonali e federali limitino il flusso di mezzi pesanti nella galleria del San Bernardino, che non può di certo assorbire il traffico che prima passava dal Gottardo.

Per salvare il salvabile i due Enti turistici puntano decisamente sul mercato italiano, stimato in due milioni di potenziali sciatori. In questi giorni si stanno mettendo a punto nuove strategie promozionali per assicurarsi una clientela da cui dipende ormai la sopravvivenza economica.

Libero D'Agostino

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