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Presidenziali americane: almeno una settimana di attesa

Per conoscere chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca si dovrà attendere la riconta dei voti in Florida Keystone

Gli Stati Uniti rimangono nell'incertezza assoluta per quanto riguarda il nome del futuro numero uno della Casa Bianca. Mentre proseguirà ancora per diversi giorni il conteggio dei voti in Florida, si rafforzano i timori di una crisi istituzionale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 novembre 2000 - 11:06

"Non siamo una repubblica delle banane" ha tenuto a precisare davanti ai giornalisti Sandy Berger, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Clinton. Certo però che la confusione é ormai sconfinata nel caos e che la superpotenza si ritrova in una situazione degna degli Stati tecnologicamente meno avanzati.

Chi pensava che la riconta delle schede potesse permettere di risolvere la crisi e sciogliere gli interrogativi sul nome del presidente si é sbagliato di grosso. Dopo le clamorose scivolate delle grandi reti televisive che nella notte elettorale hanno dato prova di scarso senso etico e professionale, tocca ora alle commissioni elettorali salire sul proscenio per esporsi alla pubblica umiliazione .

Nella contesissima e contestatissima contea di Palm Beach, sabato prossimo si procederà a una terza conta, in parte effettuata manualmente per verificare che i sistemi automatici abbiano funzionato senza errori. I due contendenti esternano fiducia e sicurezza : Gore facendo Jogging , sorridente accanto alle figlie, Bush consultando alcuni papabili ai posti chiave dell'amministrazione come se fosse lui, senza discussione alcuna, il nuovo presidente.

In realtà la battaglia i due antagonisti la combattono per ex-segretari di stato interposti. Warren Christopher e James Baker dirigono le operazioni alle quali partecipano politici di tutti i livelli e soprattutto avvocati. E' indubbio che a Palm Beach, migliaia di elettori sono stati tratti in inganno dalle schede e credendo di dare la loro preferenza a Gore hanno in realtà votato per Buchanan. Lo stesso leader della destra lo ha ammesso: quei voti spettano al vice presidente.

I democratici chiedono dunque che si voti di nuovo, ma la giurisprudenza - affermano i giuristi - lascia loro poche speranze. Gli elettori hanno sbagliato, ma avrebbero dovuto informarsi e chiedere lumi al personale preposto negli uffici elettorali. Certo é che quel voto, quelle poche migliaia di schede avrebbe cambiato l'esito delle presidenziali.

L'organizzazione mantello dei neri NAACP denuncia pure casi in cui elettori non hanno potuto votare per penuria di schede. E chiede al governo federale di intervenire in quanto- sostiene- sono stati violati i diritti civili dei neri.

Le prospettive a breve termine di questa battaglia infuocata sono poco incoraggianti anche perché altri conteggi potrebbero essere chieste in Stati quali l'Iowa, il Nuovo Messico, il Wisconsin o l'Oregon. Qui i repubblicani hanno perso per poche migliaia di voti.

I costituzionalisti temono il peggio: una crisi istituzionale lunga, in cui i grandi elettori non riescono a proclamare un presidente entro la fine dell'anno. In questo caso entrerebbero in gioco prima la Camera e poi eventualmente il Senato. Nella più totale confusione politica , il paese ha almeno una certezza : per conoscere il nome del nuovo presidente si dovrà attendere come minimo martedì prossimo, data limite per lo scrutinio delle schede inviate per posta nello Stato della Florida.

Roberto Antonini, Washington

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