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Un momento storico per la gioventù egiziana

Le elezioni del dopo Mubarak sono un avvenimento storico per i giovani egiziani che finora non hanno conosciuto altro swissinfo.ch

Le prime elezioni del "dopo Mubarak" si sono appena concluse. Noura Abla, una giovane con la doppia cittadinanza svizzera ed egiziana, ha partecipato con l'intento di costruire il futuro dell'Egitto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2011 - 14:47
Susanne Schanda, Il Cairo, swissinfo.ch

Dopo una forte pioggia durante la notte, che ha ripulito l'aria del Cairo e ha lasciato per le strade enormi pozzanghere marroni, la prima giornata elettorale è iniziata piacevolmente.

Noura Abla si è alzata presto. Alle otto del mattino la 19enne s'incamminava già nel centro della città insieme al padre, Mohammed, un pittore di fama nazionale, per recarsi al seggio del circolo elettorale Abdin, dove un tempo viveva la servitù dell'ultimo re Farouk. Nel tragitto sono stati raggiunti anche da Ibrahim, il fratello di Noura.

La mamma Christine è rimasta a casa. Anche se la svizzera vive decenni in Egitto e lavora come insegnante e omeopata, non ha mai chiesto la cittadinanza egiziana. "Non l'ho mai ritenuto necessario, ma ora che finalmente l'Egitto si sta muovendo, un po' mi dispiace", dice.

Il padre ha preso con sé la macchina fotografica, per immortalare il momento storico.

"Il boicottaggio delle elezioni sarebbe un errore"

Ancora il giorno precedente, molti rivoluzionari volevano boicottare le elezioni per protestare contro la giunta militare al potere, anche perché si prevedevano nuove violenze e la sicurezza degli elettori non era garantita.

"Un boicottaggio sarebbe stato sbagliato. Se non fossimo andati a votare, avremmo lasciato libero il campo, senza lottare, ai Fratelli Musulmani, che così avrebbero preso ancora più voti", afferma Noura. Per i giovani egiziani nati e cresciuti nell'era Mubarak, che non hanno conosciuto nient'altro, queste elezioni erano particolarmente importanti.

Il mattino presto le code fuori seggi elettorali non sono ancora molto lunghe e più tardi nella giornata potrebbero sorgere problemi e manifestarsi aggressività, ha spiegato la giovane donna, che l'anno prossimo farà la maturità presso la Scuola tedesca del Cairo.

Davanti al seggio elettorale in un edificio scolastico, uomini e donne formavano file separate. Quella degli uomini era molto più lunga. Le pareti erano completamente ricoperte di manifesti elettorali. Due donne distribuivano volantini di propaganda gialli dei Fratelli Musulmani, sui quali spiccava lo slogan "libertà e uguaglianza".

Anche il Wafd, il più vecchio partito egiziano, faceva ancora propaganda all'ultimo minuto per i suoi candidati. Ciò non sarebbe stato consentito qui, ma è stato tollerato. Le donne – quasi tutte vestite in modo tradizionale e con il foulard – hanno cominciato subito a conversare fra di loro.

La facilità di convincere chi non è istruito

Un'anziana elettrice ha chiesto alle altre cosa doveva compilare, perché non se ne intendeva per nulla. "Questo è un grosso problema in Egitto", osserva Noura. "Molte persone sono analfabete, non hanno mai imparato a pensare in modo indipendente. Si lasciano quindi facilmente convincere dai Fratelli musulmani a votare per loro, con l'argomento che ciò piace a Dio".

Lei ha votato per un partito liberale. Ha dato uno dei due voti personali a una rappresentante del partito Al-Ghad (Il domani), Gamila Ismail, perché è favorevole a un Egitto moderno. La candidata appariva su numerosi manifesti elettorali nel centro del Cairo e nel quartiere elegante di Zamalek.

Al seggio elettorale ad Abdin volontari e osservatori elettorali controllavano l'entrata e facevano procedere verso l'ingresso gli anziani. In posizione arretrata, poliziotti e soldati vigilavano. L'affollamento era moderato, l'atmosfera rilassata.

Dopo appena mezz'ora di attesa Noura ha potuto votare. È uscita dal seggio elettorale, tenendo in aria con orgoglio le dita macchiate di inchiostro blu. L'inchiostro dovrebbe restare indelebile sulla pelle per un paio di giorni, garantendo così che nessuno voti due volte. Tuttavia, Noura dubita che questa sia una garanzia di elezioni regolari.

Studiare a Zurigo

Più tardi, in un caffè sulla strada ha raccontato che è solo dalla rivoluzione che partecipa veramente alla politica. "Ho spesso manifestato anche in Piazza Tahrir. E ho seguito intensamente i dibattiti su Twitter e Facebook".

Nel mese di marzo, al referendum sulle modifiche costituzionali ha votato no. "Non basta modificare singoli articoli. Dobbiamo riscrivere la Costituzione".

La liceale collabora a un giornale studentesco e la scorsa estate vi ha scritto un articolo sulle sue esperienze durante i primi giorni della rivoluzione. Non si illude che nel suo paese cambierà qualcosa velocemente, ma vuole impegnarsi al meglio.

"Amo l'Egitto, l'umorismo e il calore della gente. D'altra parte, mi infastidisce che tutti vogliano interferire nella mia vita privata, impormi come comportarmi e come vestirmi. Mi limita.

Quando ero a Beirut quest'estate, quel che mi è piaciuto è la coesistenza di tradizione e stile di vita moderno. Ciò qui da noi manca", commenta la giovane, che ha un audace piercing nel naso.

Benché l'anno prossimo la ragazza elvetico-egiziana voglia fare uno stage in un altro paese arabo e in seguito studiare comunicazione visiva all'Alta scuola di arte a Zurigo, vede il suo futuro in Egitto: "Effettivamente in Svizzera molte cose funzionano meglio di qui. Ma se vivessi lì, presto mi mancherebbero la vitalità e la frenesia del Cairo", spiega.

elezioni in Egitto

Il 28 e il 29 novembre in nove governatorati dell'Egitto si è tenuto il primo turno delle prime elezioni legislative nel paese, dopo 30 anni di era Mubarak. Le operazioni di voto si sono svolte secondo il calendario previsto, nonostante le continue proteste contro la giunta militare al potere.

Nelle due giornate di voto comunque non si sono registrate violenze di rilievo. Piazza Tahrir però non si è svuotata. I manifestanti, anche se notevolmente di meno, sono rimasti a presidiarla. Nella notte da martedì a mercoledì, invece, sono scoppiati incidenti, i dimostranti hanno cercato di cacciare dall'area i venditori ambulanti. La situazione è degenerata e vi sono stati un'ottantina di feriti.

Secondo le prime indiscrezioni, la partecipazione al voto si sarebbe aggirata sul 70%.

Un tasso senza precedenti in un paese che nell'epoca Mubarak segnava un'affluenza alle urne sul 30% è venuto dalla circoscrizione estera. Un milione e mezzo di egiziani hanno espresso il loro voto in un centinaio di rappresentanze diplomatiche sparse per il mondo. Ciò corrisponde a un tasso di partecipazione del 60-70%.

Dopo la chiusura delle urne martedì sera è cominciato lo spoglio delle schede.

Per il terzo di seggi attribuito col sistema uninominale, i risultati saranno resi noti mercoledì o giovedì e il turno di ballottaggio si terrà fra una settimana.

Per i voti di lista sarà necessario attendere la fine di tutta la tornata elettorale a metà gennaio.

Nel marzo 2012 è prevista l'elezione del nuovo presidente.

Gli aventi diritto di voto superano i 50 milioni.

Fonte: Ats-Ansa

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