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OCSE: la Svizzera non andrà a Berlino

Berna non è stata invitata alla riunione dei paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sui paradisi fiscali che si terrà il 23 giugno a Berlino. La tensione attuale tra Svizzera e Germania sul segreto bancario però non c'entra, assicurano le autorità tedesche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 aprile 2009 - 14:11

Il vertice di Berlino deve permettere di proseguire le discussioni iniziate a Parigi nell'ottobre 2008 e quindi sono stati invitati soltanto i paesi presenti nella capitale francese, tra i quali non figura la Svizzera, ha spiegato Jeannette Schwamberger, portavoce del Ministero tedesco delle finanze.

«Non si tratta di marginalizzare la Svizzera», ha aggiunto, lasciando intendere che la Svizzera potrà comunque presentare una richiesta di partecipazione.

«Quest'opzione è ancora da esaminare», ha precisato Delphine Jaccard, portavoce del Dipartimento elvetico delle finanze.

Nel frattempo, il segretario generale dell'OCSE Angel Gurria ha chiesto alla Svizzera di non avviare rappresaglie per la sua iscrizione sulla lista grigia dei paradisi fiscali.

«Nel caso della Svizzera, c'è stata un'informazione preliminare e si è lavorato sulla questione al più alto livello», ha dichiarato Gurria in un'intervista a Le Temps, indicando di aver avvertito Berna a più riprese.

Citato dal quotidiano bernese Der Bund, il direttore della Segreteria di Stato dell'economia, Jean-Daniel Gerber, ha dal canto suo ribadito il suo scontento sul modo di agire dell'OCSE. «Trovo le liste "di bellezza" dell'OCSE offensive», ha detto in merito alle liste nere e grigie sui paradisi fiscali, sottolineando l'assenza di criteri oggettivi.

swissinfo e agenzie

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