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L'UDC perde consensi

Le divisioni interne mettono in difficoltà l'Unione democratica di centro che nei sondaggi perde quasi il 6% dei consensi rispetto al risultato ottenuto alle elezioni di ottobre.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 luglio 2008 - 15:20

L'esclusione della sezione grigionese, la nascita di un nuovo partito intorno a Eveline Widmer-Schlumpf e Samuel Schmid (i consiglieri federali rinnegati dall'UDC), il dietrofront in merito al referendum sulla libera circolazione delle persone: per l'Unione democratica di centro sono più che incidenti di percorso, almeno stando ad un'indagine demoscopica pubblicata dalla SonntagsZeitung.

Il partito di Toni Brunner raccoglie soltanto il 23,3% delle intenzioni di voto, 5,7 punti percentuali in meno rispetto alle elezioni federali dell'ottobre 2007. Era dal 1999, che l'UDC non scendeva così in basso. Lo stesso Brunner – che molti ritengono essere poco più di un megafono di Christoph Blocher – ha perso credibilità. Gli dà fiducia solo il 25% degli svizzeri (-10% rispetto al momento della sua elezione). Per la SonntagsZeitung, nessun presidente di partito ha mai ottenuto un risultato così scarso.

Avanzano invece gli altri partiti. Il neo-costituito Partito borghese democratico (PBD) registrerebbe una quota elettorale del 3,8% che gli permetterebbe di superare i Verdi liberali (2,4%, +1%). Va però detto che il PBD per il momento è presente soltanto in alcuni cantoni: non è dunque possibile tramutare le preferenze in voti.

Le altre principali formazioni politiche avanzano lievemente rispetto alle elezioni federali di ottobre. Il Partito socialista sale al 21,2% (+1,7), il Partito liberale radicale al 16,6% (+1), il Partito popolare democratico al 15,8% (+1,2) e i Verdi al 9,8% (+0,2).

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