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L'opposizione iraniana non demorde

Manifestazioni di protesta sono state organizzate sabato a Ginevra e in numerose altre città del mondo per denunciare la violazione dei diritti umani in Iran e sostenere l'opposizione in lotta contro il regime del presidente Mahmud Ahmadinejad dopo le recenti e contestate elezioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 luglio 2009 - 10:59

A Ginevra, sulla Place des Nations, davanti alla sede delle Nazioni Unite, 250 persone si sono riunite, gridando slogan contro il regime iraniano e il presidente Ahmadinejad. A Losanna i manifestanti sono stati una ventina.

"Chiediamo la liberazione di tutti i giornalisti e di tutte le persone arrestate per le loro idee politiche, oltre che il rispetto della democrazia e la libertà di scegliere il proprio presidente", ha dichiarato Hassan Bayat, membro del Comitato svizzero a sostegno della democrazia in Iran.

Manifestazioni e sit-in si sono svolti anche in numerose altre città europee. La partecipazione maggiore si è registrata in Svezia, dove vive una comunità iraniana di circa 80'000 persone e dove alcune migliaia di persone si sono radunate a Stoccolma, Malmoe e Goteborg.

Un migliaio di persone, tra cui l'avvocatessa iraniana e Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi; hanno denunciato anche ad Amsterdam "la politica di repressione di Teheran". A Londra un migliaio di manifestanti sono sfilati con le bandiere verdi dell'opposizione iraniana, mentre a Berlino circa 400 dimostranti sono scesi in piazza.

La mobilitazione ha raggiunto anche gli altri continenti. A Tokyo decine di manifestanti hanno organizzato un corteo, brandendo cartelli in cui figurava tra l'altro "Ahmadinejad non è il presidente dell'Iran". A Melbourne una cinquantina di iraniani sono arrivati davanti al Parlamento australiano scandendo: "L'elezione del presidente in Iran è stata una truffa".

swissinfo.ch e agenzie

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