Navigation

Joseph Deiss dice addio all’ONU

Ha fatto un super lavoro, ha detto Ban Ki Moon (sinistra) di Deiss (centro) Keystone

L’ex consigliere federale Joseph Deiss ha concluso lunedì il suo anno di presidenza della 65esima assemblea generale dell’ONU, trasmettendo il testimone al suo successore, il qatariota Nassir Abulaziz al-Nasser.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 settembre 2011 - 15:29
Rita Emch, New York, swissinfo.ch

Nel suo ultimo discorso pronunciato davanti al plenum, Deiss ha utilizzato parole di lode ma ha anche espresso alcune critiche nei confronti dell’organizzazione.

Uniti per l’umanità

Anche se a volte ha agito troppo tardivamente o in modo troppo fiacco per garantire i valori delle Nazioni Unite, negli ultimi 12 mesi l’assemblea generale ha in generale svolto un buon lavoro per rafforzare l’organizzazione in qualità di autorità morale, ha affermato Deiss.

Tuttavia, a volte si assiste a discussioni  astratte e incomprensibili, che nuocciono all’istituzione.

Nell’ultimo anno, sono stati compiuti dei passi in avanti per raggiungere gli obiettivi del Millennio dell’ONU, ha tenuto a sottolineare l’ex consigliere federale. Inoltre, sempre più Stati sono convinti dell’urgenza di promuovere un sistema di commercio mondiale sostenibile.

Tra i successi registrati durante i 12 mesi della sua presidenza, Deiss ha anche menzionato il miglioramento delle relazioni tra il gruppo del G20 (che riunisce i paesi economicamente più importanti) e i 173 Stati che fanno parte dell’ONU.

Super lavoro

Il segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon ha dal canto suo reso omaggio al servizio prestato dall’ex ministro svizzero dell’economia e degli affari esteri: «In quest’anno molto impegnativo ha svolto un ‘super lavoro’». Deiss – ha sottolineato il sudcoreano – ha mostrato al mondo il ruolo che l’assemblea generale può svolgere sulla scena internazionale.

L’ex consigliere federale è inoltre riuscito ad essere sempre puntuale. E ciò è stata fonte di ispirazione per i diplomatici, ha aggiunto Ban Ki Moon, suscitando le risate dei presenti.

Riforma del consiglio di sicurezza

Deiss si è distinto in particolare per il suo impegno nel cercare di portare avanti le riforme del consiglio di sicurezza. In particolare è riuscito a porre le basi per una discussione, basi sulle quali il suo successore potrà continuare a costruire, ha dichiarato con ottimismo Ban.

Un ottimismo che Deiss non è sembrato condividere appieno. Certo, una discussione informale sull’allargamento del consiglio a 30 membri ha avuto luogo. Per il resto, però, si è mosso poco. «Mi dispiace che non siano stati fatti dei progressi tangibili, che non si siano avviati negoziati seri», ha sottolineato nel suo ultimo discorso.

Secondo Deiss, questa riforma è però essenziale per garantire la credibilità dell’organizzazione e non potrà continuare ad essere rinviata ad aeternam da una sessione all’altra.

Stop al sistema dei due pesi, due misure

Per riuscire ad affrontare le sfide importanti, è necessario impegnarsi affinché il bene comune prevalga sugli interessi nazionali. «Siamo ancora troppo prudenti quando ci sono in gioco interessi nazionali a corto termine».

L’ONU deve anche evitare di utilizzare due pesi, due misure. Per tutte quelle persone che si vedono negati i diritti più elementari – siano esse in Siria o in altri parti del mondo – l’assemblea generale dell’ONU deve rappresentare un baluardo morale. Il suo compito è di assicurare a queste persone che non saranno dimenticate.

Gettando uno sguardo sull’anno appena trascorso, Deiss ha sottolineato il fatto che per la prima volta il consiglio di sicurezza ha – nel caso della Libia – applicato il concetto di responsabilità di proteggere la popolazione civile.

L’ex consigliere federale ha anche ricordato la sospensione della Libia dal consiglio dei diritti umani, un passo che è stato fiero di annunciare in qualità di presidente dell’assemblea generale. Allo stesso tempo è però anche fondamentale interrogarsi su come è stato possibile che la Libia sia entrata a far parte di questa istituzione.

«Come abbiamo potuto tollerare che il tiranno alla testa di questo paese alcuni mesi fa abbia potuto calpestare i valori delle Nazioni Unite gettando via proprio in questa sala la nostra Carta?».

Sudan meridionale

A livello personale, Deiss ha indicato che uno dei momenti più forti del suo mandato è stato quando il Sudan del Sud è stato ammesso ufficialmente all’ONU. Questo istante emozionante ha rappresentato il culmine di un processo di pace che ha posto fine a una lunga e sanguinosa guerra.

Deiss ha poi concluso: «Nessun ostacolo è insormontabile per coloro che vogliono raggiungere un obiettivo. Non dobbiamo mai dimenticarlo».

Biografia

Joseph Deiss nasce nel 1946 a Friburgo. È sposato e padre di due figli.

Ottiene il dottorato in economia dopo aver studiato economia a Friburgo e a Cambridge.

Nel 1983 è nominato professore ordinario di economia politica all'Università di Friburgo.

Dal 1993 al 1996 svolge la funzione di sorvegliante dei prezzi presso la Confederazione.

Durante la sua carriera politica, cominciata nel 1981 nel Partito Popolare Democratico (PPD), ricopre cariche a livello comunale e cantonale.

Nel 1991 è eletto in Consiglio nazionale (Camera del popolo) e l'11 marzo 1999 entra a far parte del governo svizzero (Consiglio federale).

Dal 1999 al 2002 dirige il Dipartimento federale degli affari esteri: in veste di capo della diplomazia, si batte per gli accordi bilaterali con Bruxelles e per l'entrata della Svizzera nelle Nazioni Unite, nel 2002.

Dal 2003 al 2006 assume le redini del Dipartimento federale dell'economia (nel 2004 è presidente della Confederazione).

Tra i principali successi da ministro dell'economia vi è l'accettazione in votazione popolare dell'estensione della libera circolazione delle persone (2005).

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?