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Estradato con la garanzia di un processo equo

Un uomo d'affari russo arrestato nel 2006 in Svizzera con l'accusa di truffa e riciclaggio di denaro è stato estradato lunedì verso il suo paese, ha indicato l'Ufficio federale di giustizia (UFG). La Russia ha promesso un processo rispettoso dei diritti umani.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 giugno 2008 - 17:46

L'ex direttore di un'affiliata londinese di una compagnia marittima russa era stato arrestato a Zurigo nel dicembre del 2006. Stando alla domanda di estradizione russa, avrebbe truffato assieme a dei complici la società madre per almeno 400 milioni di dollari. La metà dell'utile ricavato sarebbe stata riciclata sotto forma d'investimenti in partecipazioni e prestiti in Russia.

L'estradizione era stata autorizzata dall'UFG, dal Tribunale penale federale e dal Tribunale federale nel 2007. Le istanze giudiziarie svizzere avevano però posto una condizione: il rispetto dei diritti umani da parte delle autorità russe.

Per evitare l'estradizione, l'uomo d'affari aveva inoltrato ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. In un primo tempo, la Svizzera ha dovuto sospendere la procedura. La Corte ha però poi ritirato la sua richiesta di effetto sospensivo.

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