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Contributo record per il CICR nel 2008

Le spese del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) hanno raggiunto un nuovo primato, superando i 724 milioni di euro nel 2008 (1,1 miliardi di franchi circa), secondo il rapporto annuale dell'organizzazione umanitaria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 maggio 2009 - 08:52

Gli effetti cumulati di guerra, catastrofi naturali e aumento dei prezzi dei prodotti alimentari hanno reso ancora più drammatiche le condizioni di vita delle migliaia di persone che nel mondo vivono sotto la soglia della povertà, ha commentato il presidente dell'organizzazione Jakob Kellenberger.

Lo scorso anno, l'organizzazione con sede a Ginevra ha distribuito 121'000 tonnellate di viveri, più del doppio rispetto all'anno precedente. Il numero di beneficiari di un aiuto alimentare è passato da 2,52 milioni di persone a 2,79 milioni. Oltre mezzo milione di detenuti in 83 paesi hanno goduto di un sostegno umanitario.

Le attività del CICR si sono concentrate principalmente in Sudan (71,8 milioni di euro), davanti a Somalia (67 milioni di euro), Irak (62,5 milioni), Afghanistan (46 milioni), Israele e Territori palestinesi (40,8 milioni). L'Africa rappresenta il 47 % delle spese operative dell'organizzazione, mentre il 20 % concerne il Medio Oriente.

L'aumento dell'impegno del CICR è proseguito anche all'inizio di quest'anno, a testimonianza di un peggioramento della situazione umanitaria in alcuni paesi, come Sri Lanka, Repubblica democratica del Congo e Pakistan. Riflette inoltre i progressi compiuti dal CICR nell'accesso alle persone toccate da questi conflitti, ha rilevato Kellenberger. «Il CICR può avvicinarsi alle persone che si trovano in luoghi non raggiungibili da altri, soprattutto in Irak, in Somalia e in Georgia.

Il presidente del CICR ha deplorato che «un numero incalcolabile di civili continuino a soffrire, sia perché scelti deliberatamente come bersaglio, sia perché le parti in conflitto non riescono a distinguere in modo sufficiente obiettivi militari e civili. Queste sofferenze avrebbero potuto essere in gran parte evitate se i diversi attori avessero rispettato il diritto internazionale».

L'organizzazione impiega circa 11'000 persone nel mondo, di cui 1'323 all'estero.

swissinfo.ch e agenzie

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