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Sono in corso a Ginevra i colloqui USA-Russia sull’Ucraina

La tensione USA-Russia è ulteriormente aumentata dopo che Mosca ha inviato delle truppe per sostenere il governo autocratico del Kazakistan, che sta affrontando un'ondata di proteste. Russian Defense Ministry Press Service

La tensione scaturita dopo l'invio di truppe russe al confine con l'Ucraina tiene banco a Ginevra, dove la diplomazia statunitense e russa è riunita per un ciclo speciale di colloqui. La Russia e l'Occidente hanno richieste apparentemente incompatibili. Cosa ci si può aspettare da questo incontro?

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 gennaio 2022 - 16:30

Questo è il terzo round di colloqui bilaterali tra gli Stati Uniti e la Russia a Ginevra da quando il presidente americano Joe Biden e il suo omologo russo Vladimir Putin si sono incontrati in un vertice molto chiacchierato nella città svizzera a giugno dello scorso anno. La delegazione statunitense è guidata dalla vicesegretaria di stato Wendy ShermanLink esterno, mentre alla testa di quella russa vi è un altro veterano della diplomazia, il viceministro degli esteri Sergei Ryabkov. 

"Il vertice del 1985 tra il presidente americano Reagan e il leader sovietico Gorbaciov a Ginevra ha segnato la fine della guerra fredda, e si spera che questi colloqui possano essere altrettanto significativi", ha detto Emilia Nazarenko, una giornalista ucraina di Ginevra, in un'intervista a SWI swissinfo.ch.

Entrambe le parti hanno però smorzato un po' le aspettative nei giorni che hanno preceduto l'incontro. Gli Stati Uniti hanno chiesto a Mosca di ridurre la pressione sull'Ucraina e la Russia ha dichiarato che non farà "nessuna concessione". Un portavoce del governo degli Stati Uniti ha detto alla stampa che i colloqui saranno "seri e concreti", ma rimarranno esplorativi e Washington non si assumerà impegni fermi.

Ai colloqui di Ginevra seguirà un incontro tra la Russia e la NATO a Bruxelles mercoledì e uno a Vienna giovedì dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), di cui anche l'Ucraina è membro.

Colpi di sciabola

La Russia, che ha spostato quasi 100’000 soldati vicino al confine con l'Ucraina, afferma di non star preparando un'invasione, ma di volere che l'Occidente faccia marcia indietro sul sostegno al governo di Kiev e fermi l'espansione verso est della NATO.

Washington ha già respinto alcune delle richieste di Mosca, ritenendole impraticabili. In una telefonata avvenuta la scorsa settimana con Putin, il presidente americano Biden ha ribadito che gli Stati Uniti e i Paesi europei suoi alleati imporrebbero sanzioni senza precedenti se la Russia dovesse invadere l'Ucraina. Putin ha risposto che ciò potrebbe portare a una "completa rottura delle relazioni".

Laurent Goetschel, direttore dell'istituto di promozione della pace Swisspeace con sede a Basilea, sostiene che l'esito dei colloqui di Ginevra è incerto, ma è importante che avvengano, soprattutto perché sono faccia a faccia e fanno parte del Dialogo strategico di stabilità USA-Russia (SSD) lanciato dopo il vertice Biden-Putin. "È importante che si svolgano; è un messaggio verso il resto del mondo ma anche all'interno dei rispettivi Paesi", ha detto a swissinfo.ch. "Avere un modello di interazione, che non sia un modello di crisi imminente, ma qualcosa che avviene su base più o meno regolare, è molto importante per risolvere determinate situazioni e costruire un certo livello di fiducia".

Nazarenko, che lavora come freelance per diversi media in lingua russa ed è accreditata presso le Nazioni Unite a Ginevra, è d'accordo. "Una consolazione è che almeno c'è dialogo, incontri e colloqui. Meglio un'ostilità inerte senza vittime che ostilità aperte e morte".

Se si deve credere agli esperti e alle esperte militari occidentali, dice, l'attuale numero di truppe russe al confine con l'Ucraina è insufficiente per un'invasione su larga scala. Ma questo è ciò che temono i suoi amici e parenti in Ucraina e le autorità locali. Nazarenko spera che la Russia stia solo "usando l'Ucraina come un trampolino per affrontare l'Occidente".

È naturalmente possibile che la Russia possa invadere l'Ucraina, dice Goetschel. Tuttavia, certe preoccupazioni espresse e messaggi di minaccia inviati nascondono a suo avviso un altro scopo: "In realtà, l'obiettivo primario non è quello di preparare un'invasione dell'Ucraina, ma di ottenere certe concessioni a livello politico e diplomatico dall'Occidente".

Il ruolo della Svizzera

A differenza del vertice tra Biden e Putin a Ginevra a giugno, quando il presidente svizzero Guy Parmelin ha fatto da padrone di casa e gli ospiti sono stati accolti in una struttura svizzera, l'incontro di lunedì si svolge nell'ambasciata americana a Ginevra. Tuttavia, dice Nazarenko, "lo status neutrale della Svizzera, la sua lunga esperienza nell'organizzazione e nella conduzione di negoziati al vertice, la sua diplomazia multilaterale e la posizione dell'ufficio europeo dell'ONU a Ginevra" sono fattori importanti nella scelta del luogo.

"Biden e Putin si sono incontrati a Ginevra, quindi naturalmente ciò sottolinea la continuità di questi incontri quando si svolgono nello stesso luogo", aggiunge Goetschel. "Ma si può anche dire che, in termini di tradizioni est-ovest e guardando indietro al periodo della Guerra fredda, la Svizzera e Ginevra sono i luoghi dove si sono svolti molti scambi importanti".

Nazarenko nota che una conferenza sulle riforme in UcrainaLink esterno si terrà nella città svizzera meridionale di Lugano nel luglio 2022. "Spero che per allora il pericolo bellico venga scongiurato per sempre per l'Ucraina che soffre da tempo".

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