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Auspicata organizzazione mantello islamica

Per facilitare il dialogo con le autorità, le associazioni di musulmani in Svizzera dovrebbero unirsi in un’organizzazione comune. L’esortazione viene da un esponente islamico di spicco.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2009 - 18:17

In un’intervista pubblicata oggi dal settimanale romando “Matin Dimanche”, il presidente della Federazione di organizzazioni islamiche svizzere (FOIS) Hisham Maizar invita le varie associazioni di musulmani presenti sul territorio elvetico ad imboccare questa via.

"Si tratta di un processo lento e difficile - ha ammesso -, ma è in corso un avvicinamento". Un primo passo in questa direzione si è avuto nei mesi scorsi, prima della votazione federale del 29 novembre che ha sancito il divieto di costruire nuovi minareti in Svizzera. La FOIS e il Coordinamento delle organizzazioni islamiche hanno unito le forze per contrastare, senza successo, l'iniziativa popolare anti-minareti.

In assenza di un unico interlocutore, la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf convocherà per il previsto incontro col mondo islamico le varie organizzazioni operanti nella Confederazione. Annunciato il 4 dicembre dal presidente della Confederazione Hans- Rudolf Merz, il colloquio si terrà prima di Natale.

Un primo incontro avente come tema l'integrazione si era svolto in settembre prima della votazione, ha precisato. Ancora non si sa se tali appuntamenti diventeranno in futuro una consuetudine.

Per Maizar, i musulmani svizzeri possono sostenere le autorità nei loro sforzi di dialogo con la comunità islamica. Per esempio smascherando i predicatori fanatici. Secondo Maizar, i musulmani in Svizzera potrebbero essere anche consultati preventivamente, come avviene già in Austria, sull'opportunità o meno di concedere un visto a un determinato imam.

swissinfo.ch e agenzie

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