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Politica d'asilo: accordo di riammissione tra Berna, Vienna e Vaduz

La ministra svizzera di giustizia e polizia con il ministro dell'interno austriaco (a sinistra) e il capo del governo del Liechtenstein Keystone

I governi di Svizzera, Austria e Liechtenstein hanno firmato lunedì un accordo che dovrebbe consentire alla Confederazione di lottare più efficacemente contro l'immigrazione clandestina e agevolare i rinvii di richiedenti l'asilo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2000 - 18:13

«Questo accordo è importante per la nostra politica d'immigrazione e d'asilo», ha dichiarato la consigliera federale Ruth Mezler in una conferenza stampa dopo la firma, sottolineando la «buona collaborazione fra i tre Paesi». Il testo è stato parafato anche dal ministro austriaco dell'interno, Ernst Strasser, e dal vicecapo del governo del Liechtenstein, Michael Ritter.

I tre Stati s'impegnano reciprocamente a riammettere i propri cittadini e quelli di Paesi terzi. L'accordo disciplina pure il transito di persone provenienti da Paesi terzi, una disposizione che autorizzerà i rimpatri forzati.

L'intesa dovrebbe entrare in vigore alla fine del 2000 o all'inizio del 2001. La data non è certa, perché l'accordo dev'essere ancora approvato dal parlamento del Principato.

La Svizzera ha concluso accordi analoghi con tutti gli altri Stati confinanti e numerosi altri Paesi. Tali intese «mirano ad attenuare le ripercussioni negative nel settore della migrazione che potrebbero risultare dalla non appartenenza all'Unione europea e al Gruppo di Schengen», ha spiegato la direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).

Prima della firma dell'accordo, Ruth Metzler e Ernst Strasser hanno discusso di questioni bilaterali relative alla sicurezza interna e alla politica d'asilo, in particolare in merito al rimpatrio di rifugiati kosovari. La ministra elvetica ha rilevato la difficoltà di coordinare la politica dei rinvii con i Cantoni.

I due hanno pure parlato dell'introduzione di pattuglie congiunte in una zona di dieci chilometri da una parte e dall'altra della frontiera austro- elvetica per combattere la criminalità organizzata.

Secondo la direttrice del DFGP, la visita di Strasser ha consentito di confermare che l'atteggiamento del governo svizzero nei confronti di quello austriaco è giusto. «Vienna e Berna hanno la stessa visione dei temi che abbiamo discusso»: la collaborazione deve proseguire, ha detto Ruth Metzler.

swissinfo e agenzie

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