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Piccard & Jones: 100 mila dollari all'OMS per lottare contro il noma

Attraverso la loro Fondazione "Venti della speranza", i due recordmen dei cieli partecipano alla campagna di sensibilizzazione contro la malattia infantile.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 marzo 2000 - 16:15

Il noma, una malattia dimenticata. Trascurata dai Governi, soprattutto in Africa. Attacca di preferenza bambini già debilitati, provocando una cancrena sul loro volto.
Per cercare di arrestare questa indifferenza, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha adottato un programma d'informazione, di rilevamento precoce e di cure. Programma che potrà contare sul sostegno della Fondazione "Venti della speranza", voluta dai due aerostieri Bertrand Piccard e Brian Jones.

Dopo aver sorvolato tutto il pianeta terra, a bordo del pallone aerostatico Orbiter 3, i due hanno deciso di dare vita a questa fondazione, che beneficia dei guadagni realizzati proprio grazie al primo giro del mondo compiuto da un pallone aerostatico. E che si concentra principalmente sulle associazioni che lottano contro le malattie sconosciute che colpiscono i bambini.

L'annuncio coincide con il primo anniversario dell'atterraggio in Egitto, che ha decretato il successo dell'impresa di Piccard e Jones. Durante i venti giorni trascorsi nei cieli, sorvolando il nostro pianeta, i due aerostieri hanno preso coscienza di essere dei privilegiati: "Ci siamo sentiti un po' colpevoli", ha ammesso Brian Jones. "Poiché a terra dei bambini stavano morendo di fame e degli uomini si stavano affrontando in guerre assurde".

I due sono dunque tornati dal loro viaggio animati dalle migliori intenzioni, decisi a creare uno spazio di discussione riservato alle "sofferenze nascoste".
"Un progetto ammirabile", ha annotato il consigliere federale Joseph Deiss, ricordando che ogni giorno muoiono nel mondo 30 mila bambini, nonostante i progressi compiuti da cinquant'anni a questa parte in termini di mortalità infantile. Una situazione che non ha mancato di definire "inaccettabile".

Pierre Ograbek

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