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Più poteri per il Parlamento ticinese.

Con la nuova legge sul Gran Consiglio, il Legislativo cantonale avrà una sua amministrazione autonoma, un proprio budget con mezzi finanziari più consistenti, e soprattutto un maggiore potere di controllo sul governo. Inoltre, potrà istituire delle vere commissioni d'inchiesta parlamentare che, sul modello federale, avranno con ampi poteri d'indagine.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2001 - 17:06

Dopo un anno di lavori, martedì mattina la Commissione speciale per la riorganizzazione amministrativa del Gran Consiglio ha presentato il progetto di riforma che, come ha spiegato il presidente Fulvio Pezzati (Ppd) ha due obiettivi principali: "La salvaguardia del Parlamento di milizia, garantendo ai deputati nuovi mezzi finanziari e servizi amministrativi adeguati ai loro compiti, e un maggiore controllo sull'esecutivo". Premessa essenziale del progetto di legge è l'unificazione di tutto il diritto parlamentare in un testo unico che dovrebbe rendere anche più funzionale la conduzione dell'attività legislativa.

Tra i punti qualificanti della riorganizzazione c'è la costituzione di una vera e propria amministrazione del Gran Consiglio, con un bilancio indipendente, un segretariato generale che si avvarrà pure di collaboratori aggiunti, e la nomina di segretari per le varie commissioni del Legislativo. L'indennità versata ai gruppi parlamentari passerà dagli attuali 5.000 franchi a 40 mila, più un supplemento di 3.000 franchi per ogni deputato.

La somma potrà essere utilizzata per l'assunzione di personale oppure per mandati esterni di consulenza. L'indennità di seduta per ogni gran consigliere è aumentata da 100 a 200 franchi. "Nuove risorse finanziare - ha precisato Pezzati - che permetteranno sia ai gruppi che ai singoli deputati di affrontare meglio il loro lavoro".

Per garantire un esame efficace della politica economico- finanziaria dell'esecutivo, la Commissione propone pure di subordinare al Parlamento l'Ispettorato delle finanze. Inoltre, verrà creato uno specifico organo di controllo sulla pubblica amministrazione che assisterà la Commissione della gestione non soltanto sulle verifiche contabili di competenza dell'Ispettorato, ma anche per quelle che riguardano le procedure di lavoro in tutto l'apparato dello Stato. Per la Commissione della gestione si sancisce il diritto di accedere indiscriminatamente ad ogni settore della pubblica amministrazione per accertamenti e ispezioni.

Non meno importante è la decisione di istituire delle vere Commissioni d'inchiesta parlamentare, ma solo per eventi straordinari. Poiché si ritiene che il potenziamento degli attuali sistemi di controllo ordinario è sufficiente per far fronte anche a casi scottanti come quelli che si sono presentati recentemente, ad esempio, la vicenda del Ticinogate con il processo Cuomo-Verda e l'indagine parallela sui permessi di dimora facili per gli stranieri.

Qualora, però, fosse necessario istituire una Commissione d'inchiesta, la stessa avrà poteri inquirenti molto ampi sull'amministrazione cantonale, governo, magistratura, e più in generale verso qualsiasi ente di diritto pubblico così come nei confronti dei privati.

Le proposte formulate dalla Commissione speciale saranno ora discusse dai gruppi parlamentari e successivamente anche col Consiglio di stato. Esaurito l'iter legislativo, la nuova legge dovrebbe entrare in vigore già il primo gennaio dell'anno prossimo. Il Ticino sarà così uno dei primi Cantoni, assieme al Canton Berna, a rafforzare l'autonomia parlamentare per adeguarla all'evoluzione del principio della separazione dei poteri che in questi ultimi anni ha cominciato a perdere colpi un po'ovunque.

Libero D'Agostino

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