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Perché sono soprattutto dei giovani uomini ad annegare in Svizzera

Oltre l'80% delle vittime di un annegamento in Svizzera sono uomini. A livello mondiale, la percentuale si aggira intorno al 75%. Peter Schneider/Keystone

I laghi e i fiumi della Svizzera, tra cui le "Maldive di Milano" in Ticino, sono tra le destinazioni elvetiche del turismo internazionale. Un tuffo in acqua può però trasformarsi in un dramma e secondo le statistiche le vittime sono per la maggior parte dei giovani uomini. Reto Abächerli, esperto di prevenzione degli infortuni, ne spiega le ragioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 agosto 2022 - 13:00

A fine maggio, un fatto di cronaca ha puntato i riflettori sui pericoli di un tuffo o di una nuotata in Svizzera in seguito alla morte di Emmeril Kahn Mumtadz, figlio del candidato alla presidenza dell'Indonesia Ridwan Kamil. Il giovane è annegato mentre nuotava nel fiume Aare, nel tratto che attraversa la città di Berna.

Il suo non è un caso isolato. L'anno scorso, in Svizzera sono morte 46 persone per annegamento, di cui 44 in acque libere (25 in corsi d'acqua e 19 nei laghi). In Ticino, meta di numerosi turisti e turiste dall'Italia, le vittime sono state nove.

SWI swissinfo.ch: Le statistiche dicono che le persone che perdono la vita per annegamento sono per la maggior parte uomini (oltre l'80% in Svizzera e il 75% nel mondo). Per quale motivo?

Reto Abächerli: La ragione è probabilmente legata a differenze nell'esposizione al pericolo. Nel mondo, gli uomini si espongono più frequentemente e in maniera maggiore al pericolo di annegamento. Questo avviene sia nell'ambito della loro professione, ad esempio in quanto pescatori o marinai, sia nel tempo libero, ad esempio con tuffi temerari in acqua o rimanendo in acqua, sulla superficie o ai bordi in stato di ebbrezza.

Reto Abächerli è direttore della Società svizzera di salvataggio.

Il 14% delle vittime di annegamento in Svizzera sono persone straniere. Le comunità straniere rappresentano però più di un quarto della popolazione elvetica. Se si analizzano le statistiche più da vicino, ci sono turisti, persone straniere o con un background migratorio che sono sproporzionatamente più a rischio?

In effetti il 14% delle vittime di annegamento non ha un passaporto svizzero. Tuttavia, non possiamo dire con esattezza se si tratta di individui stranieri che vivono in Svizzera o di turisti.

È però vero che la loro proporzione non è più grande. In altre parole, la maggior parte delle vittime di annegamento sono persone con la cittadinanza svizzera che sono cresciute qui e conoscono i corsi e gli specchi d'acqua fin dall'infanzia.

Tuttavia, in alcuni casi ci sono ragioni specifiche che spiegano come mai ad annegare siano persone provenienti dall'estero: ad esempio, il fatto che non conoscono le acque locali o che le loro capacità natatorie non sono altrettanto buone di quelle in Svizzera, dove le lezioni di nuoto e la sicurezza in acqua sono ampiamente istituzionalizzate.

In ogni caso, molti decessi potrebbero essere evitati. Ci sono regole di comportamento che minimizzano il rischio di annegamento.  

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Ad esempio?

Se non si ha mai nuotato in un fiume, bisognerebbe farsi accompagnare da qualcuno che lo fa regolarmente e che può dare consigli e aiutare.

In generale, non bisogna mai nuotare da soli in un fiume; bisogna sempre essere accompagnati e portare con sé un aiuto al galleggiamento, come una boa, che si può anche staccare dal corpo. La Società svizzera di salvataggio ha definito sei regole di balneazioneLink esterno e sei regole per i fiumiLink esterno.            

Quello che evidentemente molte persone non sanno è che non si deve entrare nel fiume da qualsiasi punto.

Esatto, è molto importante informarsi in anticipo e verificare dalla riva dove sono i punti di ingresso e, soprattutto, di uscita. Questi sono spesso indicati.

In Svizzera esistono anche delle mappe online per la balneazione su cui sono indicati tutti questi luoghi. È inoltre importante non puntare all'ultimo punto di uscita, ma al primo. I punti di uscita successivi devono essere considerati come una riserva di sicurezza.

Bisogna imparare queste cose prima di entrare in acqua. E come ho già detto, si acquisisce tale esperienza seguendo dei nuotatori o delle nuotatrici esperti. Non basta saper nuotare.

In quanto turista senza una grande esperienza e conoscenza del luogo, non bisogna assolutamente avventurarsi in un fiume o seguire delle conoscenze che hanno un'esperienza altrettanto scarsa.

Si può nuotare in un fiume come l'Aare in qualsiasi stagione?

La quantità d'acqua, e quindi la velocità del flusso e la pressione dell'acqua, è un altro aspetto importante. Se la corrente è troppo forte e la pressione dell'acqua troppo elevata, diventa pericoloso. Anche in questo caso conta l'esperienza. È possibile ottenere informazioni sui portali online delle stazioni di misurazione, dove si trovano anche consigli e suggerimenti.

È necessario fare queste verifiche prima di entrare in acqua. Ma se non si è mai entrati in un fiume prima d'ora, questi chiarimenti non servono a molto. È necessario essere accompagnati.

C'è poi il pericolo delle correnti. Come si può imparare a gestirle?

In alcune città è possibile imparare a farlo. Ma anche in questo caso occorre un approccio cauto, minuzioso e sicuro. E questo non avviene da un giorno all'altro. Bisogna investire un po' di tempo.

I principianti dovrebbero generalmente evitare i tratti con forte corrente. È meglio avvicinarsi all'acqua lentamente e familiarizzarsi con le caratteristiche di un corso d'acqua. Con sufficiente pratica e routine, è possibile affrontare i tratti con la corrente più forte con un rischio calcolabile.

Informarsi prima di tuffarsi in acqua

Dopo che il figlio del governatore e candidato presidenziale indonesiano Ridwan Kamil è annegato mentre nuotava nell'Aare, il fiume che attraversa Berna ha ricevuto centinaia di recensioni negative su Internet.

Eppure, in Svizzera ci sono numerosi avvertimenti che sconsigliano di nuotare nei fiumi senza un'adeguata esperienza. A tal proposito esistono diversi siti onlineLink esterno e la Croce Rossa Svizzera offre informazioni dettagliateLink esterno sulle regole di balneazione e sulle varie campagne di prevenzione in 12 lingue.

Anche il sito web di promozione turistica della città di Berna (Bern.chLink esterno) avverte che solo i nuotatori e le nuotatrici esperti dovrebbero avventurarsi nell'Aare. Insieme a diverse organizzazioni, le autorità cittadine hanno inoltre lanciato la campagna "Are you safe?"Link esterno per richiamare l'attenzione sui pericoli che si corrono nel e lungo l'Aare, tra l'altro con cartelli sulle sponde.

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L'annegamento di Emmeril Kahn Mumtadz nell'Aare ha sollevato delle critiche nella stampa indonesiana. I fiumi svizzeri sono in sé pericolosi?

Posso capire questa reazione da una prospettiva straniera, perché in pochissimi Paesi al mondo si nuota nei fiumi come si fa in Svizzera. Nuotare nei fiumi è un'abilità culturale che si è sviluppata qui e che non è molto diffusa nel mondo. In altri Paesi, le persone non nuoterebbero mai nei fiumi: li usano semplicemente come vie di trasporto.

Da un punto di vista esterno, ci si potrebbe chiedere perché sia consentito nuotare nei fiumi. Ma la filosofia della Società svizzera di salvataggio è la prevenzione.

I divieti vanno benissimo, ma continuano ad esserci incidenti e annegamenti. Il nostro approccio è quindi di rafforzare le competenze delle persone nell'affrontare laghi e fiumi.

Sembra un approccio tipicamente svizzero: si mette l'accento sulla responsabilità individuale e si accorda maggiore importanza alla libertà di tutti che ai rischi dei singoli.

Esatto. Durante gli scambi con i colleghi stranieri mi accorgo spesso che le nostre priorità sono completamente diverse. In altri Paesi, la responsabilità è spesso delegata a terzi o allo Stato, tramite una sorveglianza maggiore o l'imposizione di divieti.

In Svizzera poniamo l'accento sulla prevenzione comportamentale. È una visione che sembra appropriata al nostro Paese. Il tasso di annegamento è basso nel confronto internazionale.

Traduzione e adattamento dal tedesco di Luigi Jorio

Rischio di annegamento nove volte superiore

Oltre l'80% delle vittime di un annegamento in Svizzera sono uomini. A livello mondiale, la percentuale si aggira intorno al 75%. Ciò significa che il rischio di annegamento per gli uomini è tre volte superiore a quello delle donne. Per i giovani adulti di sesso maschile, il rischio è addirittura di nove volte superiore. Le possibili spiegazioni sono le condizioni socioculturali, come una maggiore frequentazione dei corsi e degli specchi d'acqua, una maggiore propensione al rischio e il consumo di alcol e droghe.

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