Navigation

Per una politica estera influente

La ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey di fronte ai suoi ambasciatori a Berna Keystone

A conclusione della conferenza annuale degli ambasciatori svizzeri a Berna, Micheline Calmy-Rey si è espressa nuovamente mercoledì in favore di una politica estera attiva.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 agosto 2006 - 21:55

La responsabile della diplomazia elvetica aveva sollevato un polverone lunedì ipotizzando una candidatura elvetica al Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Una buona politica estera non può addormentarsi sugli allori, deve sempre rimettersi in questione e migliorare i propri strumenti, ha detto all'agenzia ATS il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Jean-Philippe Jeannerat per riassumere il messaggio essenziale di Micheline Calmy-Rey.

Per la ministra degli esteri è importante che la Svizzera sviluppi ulteriormente una "politica di influenza" in materia di relazioni internazionali.

Inizio col botto

La conferenza annuale degli ambasciatori era stata aperta lunedì da un discorso della stessa Calmy Rey che aveva fatto molto scalpore.

Sottolineando la necessità per la Svizzera di dotarsi di una politica estera più profilata e di adottare una "neutralità attiva", la ministra degli esteri aveva affermato che per avere maggiore influenza sul piano internazionale la Svizzera avrebbe potuto candidarsi al Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Le sue dichiarazioni hanno suscitato vive reazioni da parte degli ambienti della destra conservatrice, che propendono per un'interpretazione ben più restrittiva della neutralità elvetica, che a loro avviso non sarebbe più rispettata in caso di adesione dal Consiglio di sicurezza.

Delle dichiarazioni di Micheline Calmy-Rey ha discusso mercoledì anche il Consiglio federale nella sua prima riunione dopo la pausa estiva, come ha confermato il portavoce del governo Oswald Sigg all'ATS. Sigg non si è tuttavia espresso sui dettagli della discussione.

Scambi d'opinione

La parte ufficiale della riunione annuale degli ambasciatori, si è conclusa mercoledì a Berna. Durante tre giorni i circa duecento diplomatici hanno potuto scambiare le loro opinioni con i membri del governo. Nell'ultimo giorno si sono tenuti anche due seminari con i consiglieri federali Doris Leuthard e Samuel Schmid.

Il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha in seguito invitato i diplomatici al "Bernerhof", l'edificio che ospita il Dipartimento federale delle finanze e che è appena stato restaurato.

Giovedì ci sarà la tradizionale passeggiata degli ambasciatori che, su invito del presidente della Confederazione Moritz Leuenberger, si svolgerà nel canton Glarona.

swissinfo e agenzie

In breve

La Conferenza annuale degli ambasciatori ha riunito per tre giorni i più influenti rappresentanti della Svizzera all'estero.

Vi hanno partecipato ambasciatori, consoli generali e capi degli uffici di cooperazione della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).

Il tema principale della conferenza del 2006 era «Politica d'influenza: opportunità e limiti».

End of insertion

Fatti e cifre

Il Dipartimento (ministero) degli affari esteri (DFAE) include l'aiuto allo sviluppo e la cooperazione economica.
Il suo budget totale de di circa 2 miliardi di franchi l'anno.
Impiega circa 3000 persone, in Svizzera e all'estero.

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?