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Per i calciatori svizzeri in Italia è ora di tornare al lavoro

swissinfo.ch

Per diversi anni il campionato di calcio italiano è rimasto una chimera per i giocatori elvetici, probabilmente ritenuti non all'altezza. Oggi, invece, diversi giovani rossocrociati sono riusciti ad imporsi anche nella Penisola.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 agosto 2009 - 18:02

Fino a un recente passato, il calcio italiano sembrava proprio essere di un altro livello per i giocatori svizzeri. All'Inter, dove ha giocato nella stagione '96-'97, Ciriaco Sforza ha lasciato un ricordo sicuramente non indelebile, per usare un eufemismo. Altrettanto si può dire di Ramon Vega e Marco Pascolo, giunti a Cagliari nello stesso periodo, o di Johan Vogel, che nelle file del Milan edizione 2005-2006 giocò poche partite senza convincere. Un po' meglio fece invece Kubilay Türkylmaz, che, pur sbeffeggiato dalla Gialappa's Band, riuscì comunque a segnare una ventina di reti nel Bologna tra il 1990 il 1993.

Negli ultimi anni, però, la situazione è cambiata. Dei giovani come Valon Behrami (alla Lazio tra il 2005 e il 2008) o Gökhan Inler, una delle rivelazioni dell'Udinese nella stagione 2007-2008, hanno infatti dimostrato che i giovani rossocrociati hanno la stoffa per diventare titolari anche in grandi squadre.

Tutti al lavoro

Oggi, i "top five" svizzeri della Serie A si chiamano Stephan Lichtsteiner (Lazio), Gökhan Inler (Udinese), Michel Morganella (Palermo), Marco Padalino e Reto Ziegler (entrambi Sampdoria). Senza contare poi i numerosi elvetici che militano in B: Blerim Dzemaili al Torino, Jonathan Rossini al Cittadella, Migjen Basha al Frosinone, Gaetano Berardi nel Brescia, Alain Nef nella Triestina...

Fino a qualche tempo fa all'appello c'era anche Zdravko Kuzmanović, il talentuoso centrocampista di origini serbe della Fiorentina, che dopo tutta la trafila giovanile in Svizzera è approdato nel 2007 nella Nazionale del suo paese. Da alcune settimane, sono iniziati i carichi di lavoro suddivisi in due sedute di allenamento giornaliere. C'è già l'occasione per mettersi in luce nelle prime amichevoli, in vista della terza fase della preparazione agonistica in corso.

Lichtsteiner, difensore della Lazio, ha partecipato al raduno di Formello (Roma) il 5 luglio, per poi recarsi insieme a Zarate e compagni al ritiro di Auronzo di Cadore (Belluno) dal 10 al 28 luglio e il 1 agosto è atteso in Cina per l'operazione Pechino.

I centrocampisti e amici della Sampdoria, Marco Padalino e Reto Ziegler, si sono prima radunati nella sede sociale di Bogliasco il 7 luglio, poi si sono spostati a Moena, nella spettacolare Val di Fassa, dall'11 al 31 luglio; il talentuoso centrocampista dell'Udinese Gökhan Inler si è ritrovato a Udine il 6 luglio, per poi spostarsi con la comitiva bianconera a Montepulciano di Siena dal 6 al 26 luglio. Infine, il difensore del Palermo Michel Morganella si è radunato insieme ai compagni a Saint Veit (Austria) dal 9 al 20 luglio, per poi dal iniziare il secondo periodo di lavoro a Bad Kleinkirchheim (Austria) dal 21 luglio al 2 agosto.

Ziegler sereno

«E' la terza volta che raggiungo Moena con i compagni – racconta entusiasta Reto Ziegler della Sampdoria, in un momento di relax all'Hotel Dolomiti – e mi considero un po' un veterano. Questa località a 1.148 metri di altezza mi ricorda un po' il paesaggio svizzero dove sono cresciuto. È sempre un'emozione ripartire dal ritiro, perché è qui che carichiamo le batterie per la stagione».

Sono i ricordi e le ambizioni a trasmettere serenità al centrocampista ginevrino. «Sono andato via di casa a 14 anni e ho sofferto molto, come tutti i calciatori che inseguono un sogno lontano dalla famiglia. La mia vita però è stata un sogno: ho giocato nel Grasshoppers, poi ho conquistato la Nazionale giovanile svizzera e sono stato uno dei primi a partire all'estero insieme a Philippe Senderos. Non dimenticherò mai la mia amicizia con Philippe e l'esperienza che abbiamo condiviso nell'under 20 insieme a Fabrizio Zambrella, Johan Vonlanthen, Johann Djourou, Tranquillo Barnetta e Guilherme Afonso, nell'ambito della fase finale del campionato mondiale che si disputò in Olanda. Siamo stati una generazione di giocatori campione d'Europa tra i minori di 17 anni nel 2002».

Per Reto l'amicizia è molto importante e sotto la Lanterna condivide la stanza con l'altro elvetico Marco Padalino. « Siamo amici e in Italia sentiamo spesso anche Blerim Dzemaili, che quest'anno nel Torino ha disputato un ottimo campionato».

Voglia di nazionale

Poco dopo proprio Padalino ci raggiunge, alla fine della seconda sessione pomeridiana degli allenamenti. Sulle gradinate del campo sportivo di Moena spicca una bandiera rossocrociata.

Nato nel Canton Ticino e formatosi come tornante è una vita che corre. E lo fa con una continuità sorprendente. « È il secondo anno che inizio la preparazione a Moena e ho una grande voglia di partire con il piede giusto per essere più utile alla Samp. La disciplina che ho acquisito nel tempo mi ha permesso di adattarmi sia a destra che a sinistra, come facevo già a Catania».

Tuttavia sono i ricordi e la voglia di Nazionale a prendere il sopravvento nel parterre del campo sportivo di Moena. «Mio padre è di Foggia e mia madre di Tirano – ci racconta Padalino – e la mia storia è simile a quella di Reto. L'unica differenza è che ho iniziato un po' prima a giocare a calcio, all'età 4 anni nel Fc Rapid Lugano. Dopo tutta la trafila sono arrivato alla Samp e mi trovo bene perché gioco con lo stesso modulo della Nazionale : il 4-4-2 ».

Ambra Craighero, swissinfo.ch

Marco Padalino

Nato il 4 dicembre del 1983, Padalino inizia a giocare a calcio a 4 anni e entra a far parte della squadra allievi F2 del FC Rapid Lugano, quale tesserato più giovane sino a quel momento. A 15 anni viene trasferito nella più titolata società luganese, l' FC Lugano. Nel 2004/2005 approda in Italia, in Serie B, dove milita nelle file del Catania, guadagnandosi i galloni da titolare nella seconda parte della stagione.

Tra il 2005 e il 2008 gioca per il Piacenza, sempre in Serie B e nell'estate del 2008 viene acquistato per 2,5 milioni di euro dalla Sampdoria. Esordisce in serie A il 30 agosto 2008 contro l'Inter, fornendo l'assist per il gol del pareggio blucerchiato. Il 5 novembre 2008 viene convocato per la prima volta in nazionale.

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Reto Ziegler

Nato il 16 gennaio 1986, Ziegler inizia a giocare nelle giovanili del Servette di Ginevra. Esordisce nel massimo campionato svizzero all'età di 16 anni, giocando diverse partite.

Nell'estate del 2004 si trasferisce in Inghilterra, nelle file del Tottenham. Alla fine della stagione è premiato come giovane calciatore dell'anno. In seguito gioca per l'Amburgo, il Wigan e ancora il Tottenham, prima di essere ceduto, nella stagione 2006/2007, alla Sampdoria.
Esordisce in Serie A il 18 febbraio 2007 in occasione di Parma – Sampdoria. Il primo goal in blucerchiato arriva il 21 aprile 2007 contro il Messina. Riveste per la prima volta la maglia della nazionale maggiore il 26 marzo 2005.

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