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Parità per i disabili

Sette edifici su dieci non sono adatti per le sedie a rotelle Les handicapés sont encore trop souvent confrontés à des obstacles.

L'iniziativa popolare «parità di diritti per i disabili» vuole una migliore integrazione dei portatori di handicap nella società.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 maggio 2003 - 13:07

Il Parlamento ha elaborato una legge sul tema, ma per i promotori dell'iniziativa, la proposta non basta.

35 organizzazioni che difendono gli interessi dei disabili sono scese in campo per migliorare la situazione giuridica e la vita quotidiana di chi soffre di menomazioni fisiche, mentali o psichiche.

Per raggiungere il traguardo si sono avvalsi di uno strumento della democrazia diretta: l'iniziativa costituzionale. Il testo è stato consegnato nel 1999 e, dopo il vaglio del Parlamento, è ora sottoposto al popolo. Ma la soluzione proposta, che ha raccolto oltre 120'000 firme, è radicale e per questo controversa.

I traguardi dell'iniziativa

Con l'iniziativa, i promotori intendono fissare nella Costituzione il diritto ad una vita senza discriminazioni. Concretamente si richiede la creazione delle necessarie basi legali per evitare la disparità di trattamento di cui sono vittime le persone portatrici di handicap.

Oltre al riconoscimento sociale, ci sono degli ostacoli fisici concreti che l'iniziativa vorrebbe eliminare «per quanto ragionevolmente esigibile dal profilo economico». In primo luogo ci sono le barriere architettoniche negli edifici pubblici che andrebbero eliminate. Nelle costruzioni nuove gli adattamenti porterebbero in media a costi maggiori del 2,5 per cento, sostengono gli iniziativisti. Ma la cifra necessaria per gli adattamenti delle strutture esistenti è difficilmente quantificabile.

La necessità di migliorare la situazione è riconosciuta da tutte le forze politiche e il ritardo accumulato rispetto ai paesi dell'Unione europea è reale. Attualmente non più del 20-30 per cento degli edifici aperti al pubblico sono adatti ad accogliere persone in sedia a rotelle. Anche nell'integrazione sociale dei disabili c'è ancora molto da fare.

Controprogetto indiretto

Basandosi sull'articolo costituzionale esistente che vieta già oggi ogni forma di discriminazione, il Parlamento ha elaborato una legge sull'integrazione dei disabili. Il traguardo era appunto evitare l'iniziativa, ritenuta troppo drastica e costosa, contrapponendo una soluzione pragmatica.

Ma il testo ha avuto vita difficile nel percorso fra le due camere. Il risultato finale, votato nel dicembre 2002, non soddisfa i promotori dell'iniziativa che non hanno dunque fatto uso del loro diritto di ritirarla.

I fini delle due soluzioni sono analoghi: migliorare le condizioni di vita delle oltre 700'000 persone che in Svizzera sono portatrici di handicap. Ma per i promotori si tratta di una soluzione troppo «timida». Non contiene infatti limiti di tempo per gli adattamenti e non prevede un ruolo veramente attivo dello Stato nel migliorare la situazione. Il testo delle camere, pronto per entrare in vigore, si presenta ormai come controprogetto indiretto all'iniziativa.

Se per i promotori un disabile autonomo e integrato costa meno alla comunità, la maggioranza del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati, come il governo propongono di respingere l'iniziativa.

swissinfo, Daniele Papacella

In breve

Il testo dell'iniziativa popolare che i promotori vogliono inserire nella Costituzione federale:

Art. 4bis (nuovo)

1 Nessuno può essere discriminato, in particolare in ragione dell'origine, della
razza, del sesso, della lingua, dell'età, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose, filosofiche o politiche, nonché di menomazioni fisiche, mentali o psichiche.

2 La legge provvede per la parità dei diritti dei disabili. Prevede provvedimenti per eliminare e compensare svantaggi nei loro confronti.

3 L'accesso a edifici e impianti e l'utilizzazione di installazioni e prestazioni destinate al pubblico sono garantiti per quanto ragionevolmente esigibile dal profilo economico.

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