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Piccole imprese e grandi innovazioni: le start-up svizzere

I pannelli solari sulle autostrade possono accelerare la produzione di energia pulita?

Riproduzione artistica del progetto pilota per l’installazione di pannelli fotovoltaici lungo l’autostrada vicino a Martigny, nel sud della Svizzera ©servipier Ag

Per riuscire a raggiungere le emissioni zero entro il 2050, la Svizzera deve incrementare la propria capacità di sfruttare l’energia solare. Ricoprire le autostrade di pannelli fotovoltaici sembrerebbe la soluzione ideale, ma l’applicazione pratica di questo progetto nel Paese resta una battaglia tutta in salita.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 gennaio 2022 - 10:00

Laurent Jospin, amministratore delegato di Energypier, una start-up svizzera che si occupa di energie rinnovabili, ha un sogno: migliaia di pannelli solari che, lungo l’autostrada che si snoda attraverso la valle del Rodano, nel Canton Vallese, forniscono energia sostenibile per aiutare a contrastare la crisi climatica.

Luogo e condizioni sono perfetti per uno dei suoi progetti pilota sulle autostrade solari, ormai divenute indispensabili, insiste. Il Vallese, con le sue vigne terrazzate e i suoi fertili orti inondati dal sole, dopotutto, è una delle zone più soleggiate del Paese.

“Temo che stiamo andando incontro a una situazione climatica molto seria. Ora come ora, non siamo sulla strada giusta. Da padre, credo sia mio dovere fare qualcosa in merito”, dice a SWI swissinfo.ch.

L’imprenditore vorrebbe installare 47'000 pannelli solari su tettoie metalliche aperte, coprendo un tratto di 1,6 chilometri della A9 a Fully, vicino Martigny, al fine di produrre elettricità per 12'000 case l’anno. Energypier sta portando avanti un analogo progetto pilota su 2,5 km dell’autostrada vicino a Zurigo, con l’obiettivo di alimentare 20'000 abitazioni. In una seconda fase, l’idea sarebbe di installare piccole turbine eoliche verticali accanto alle strutture che reggono i pannelli, per incrementare ulteriormente il potenziale di energia pulita.

Jospin è convinto di poter moltiplicare i suoi progetti in tutto il Paese per favorire la diffusione delle energie rinnovabili.

Le autorità svizzere sono determinate a raggiungere emissioni nette di CO2 pari a zero entro il 2050 e l’energia solare è uno dei pilastri principali di questa strategia. Con lo smantellamento delle centrali nucleari, saranno le fonti rinnovabili a dover soddisfare la crescente domanda di elettricità. Per il 2050, il governo svizzero vuole arrivare a 34 terawattora (TWh) di energia fotovoltaica l’anno (nel 2020 ne sono stati generati 2,6 TWh). Tuttavia, implementare progetti nell’ambito del solare è più facile a dirsi che a farsi.

Jospin, che gestisce la giovane start-up con uno staff di dieci persone, oltre alle sue attività nel campo dell’energia solare tradizionale, dell’immobiliare e della finanza, lotta per realizzare questo sogno da più di 12 anni. Il suo progetto per le autostrade solari si è scontrato con infiniti ostacoli amministrativi e con una serie interminabile di domande da parte delle autorità municipali, cantonali e federali.

“È il solito millefoglie amministrativo svizzero… abbastanza complicato”, scherza.

Nel 2018, l’Ufficio federale delle strade ha finalmente approvato l’uso dell’A9, ma potrebbero volerci altri due anni prima che la struttura a pannelli diventi parte effettiva dell’autostrada.

“Hanno colto subito l’interesse del progetto, ma li preoccupava l’idea di costruire qualcosa che sovrastasse la carreggiata”, spiega. La preoccupazione era che i pannelli o parte della struttura potessero cadere sui veicoli o distrarre chi è alla guida.

Difficoltà nel reperimento dei fondi

L’installazione di pannelli sui tetti e le facciate degli edifici già esistenti, in Svizzera, ha un potenziale più che sufficiente per rispondere alle crescenti esigenze in materia di energia solare, almeno sulla carta. Secondo l’Ufficio federale dell’energia, si potrebbe arrivare a produrre 50 TWh dai tetti e 17 TWh dalle facciate. Il governo, però, sostiene che siano necessarie anche opzioni “complementari”, come quella dei pannelli solari sulle strade, ed è pronto a dare libero accesso alle infrastrutture autostradali a società private come Energypier.

Se inizialmente il piano di Jospin è stato frenato soprattutto da questioni legali o di sicurezza, ci sono state difficoltà anche nel trovare persone disposte a investire nell’innovativo progetto da 50 milioni di franchi. La buona notizia, però, è che ora l’azienda sta negoziando un grosso contratto di finanziamento.

Il progetto, tuttavia, deve ancora essere accettato nel piano direttore cantonale e richiederà una licenza edilizia. Ottimisticamente, i lavori potrebbero iniziare nell’autunno del 2022 e il primo progetto a energia solare a Fully sarebbe poi pronto per la fine del 2023.

Altrove in Europa, Paesi Bassi, Belgio, GermaniaLink esterno e Spagna stanno prendendo in considerazione progetti analoghi. Le strade fotovoltaiche sono state introdotte in fase sperimentale anche in Francia e negli Stati Uniti.

Pannelli sulle barriere antirumore

Installazione di pannelli fotovoltaici all’esterno dell’autostrada A2 a Giebenach, nel cantone di Basilea Campagna. OFROU

Il primo progetto pilota di Energypier coincide con la decisione governativaLink esterno di modificare la legislazione in modo da favorire l’installazione di pannelli solari sulle barriere antirumore – strutture in cemento, acciaio, legno e altri materiali – lungo autostrade e ferrovie. In teoria, questa misura consentirebbe di produrre 100 gigawattora (GWh) di elettricità l’anno (55 GWh dalle strade e 46 GWh dalle ferrovie), sufficienti per 20'000 abitazioni.

In Svizzera esistono già dieci di queste installazioni che sono già presenti anche in qualche altro Paese (vedere il grafico che segue). La prossima è in programma nei pressi di Locarno, nel canton Ticino.

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Se l’idea di sfruttare le barriere antirumore suona promettente, esistono diversi vincoli che ne limitano l’impatto complessivo in un Paese densamente popolato.

“Il potenziale sfruttabile delle barriere antirumore rappresenta solo lo 0,15% del potenziale nazionale sfruttabile di tetti e facciate”, ha dichiarato il Consiglio federale svizzero in un recente rapportoLink esterno.

L’installazione dei pannelli è regolata da normative di sicurezza rigorose. Le barriere antirumore solari costano 30'000 franchi più delle alternative tradizionali poiché richiedono studi e procedure aggiuntive. Se orientati in maniera errata, infatti, i pannelli solari rischiano di riverberare il rumore dei veicoli anziché assorbirlo. Inoltre, sono più soggetti a furti e vandalismi, oltre che alle critiche dei gruppi per la tutela ambientale.

Nonostante le difficoltà, Jean-Louis Scartezzini, esperto di energia solare presso il Politecnico federale di Losanna (EPFL), è convinto che valga la pena portare avanti questo tipo di progetti.

“Dobbiamo utilizzare tutte le superfici disponibili in maniera intelligente, sulle autostrade come lungo le linee ferroviarie”, ha detto a swissinfo.ch. Inoltre, ha sottolineato che le prime barriere antirumore dotate di pannelli solari sono state installate nel cantone dei Grigioni già nel 1989 e che non c’è motivo per non mettere nuovamente in pratica la stessa idea servendosi della tecnologia moderna.

Innovazione sì, ma tra lentezze e complessità

La Svizzera è uno dei Paesi più innovativi in materia di energia solare, come testimoniato dai suoi eccellenti istituti per la ricerca e da progetti pionieristici come quello dell’aereo Solar ImpulseLink esterno. Il fotovoltaico, tuttavia, fatica a farsi largo a livello nazionale, tanto che la Svizzera è più indietro di gran parte dei Paesi europei in materia.

Nel 2020, è stato montato il 50% di pannelli solari in più rispetto al 2019, ma i 100'000 impianti fotovoltaici coprono solo il 4,7% del consumo di energia totale del territorio elvetico. In luglio, l’associazione di professionisti del settore Swissolar ha dichiarato che, per raggiungere gli obiettivi previsti nell’ambito del fotovoltaico, bisognerà effettuare un numero di installazioni 15 volte maggioreLink esterno.

Le autorità federali sostengono di aver già fatto molto, soprattutto in tema di riforme giuridiche. Nel 2021, il governo ha messo a disposizione 470 milioni di franchi per favorire l’installazione di impianti fotovoltaici grandi e piccoli, cosa che pare aver semplificato le procedure. Da quest'anno, le modifiche alla legge sull’energia in Svizzera, tra cui l’introduzione di incentivi finanziari per incoraggiare installazioni solari di grandi dimensioni e il montaggio di pannelli sulle facciate, dovrebbero incrementare ulteriormente le cifre del settore.

Scartezzini, però, ritiene che il sostegno statale ai progetti fotovoltaici sia decisamente troppo lento.

“Stanno cercando un modo di accelerare le cose”, dice, “ma è tutta questione di priorità”.

Secondo lui, metà dell’energia solare di cui la Svizzera avrà bisogno entro il 2050 si può ottenere utilizzando in maniera adeguata anche solo il 2% dei tetti piatti.

Pannelli su edifici e case

Per le autorità svizzere, la presenza di batterie più economiche e dal maggior rendimento che immagazzinano energia pulita nelle case spingerà i cittadini e le cittadine a installare pannelli solari anche per rispondere alle proprie esigenze energetiche personali.

Pannelli solari sulla cooperativa abitativa di Grünmatt, a Zurigo, marzo 2021. © Keystone / Christian Beutler

Di certo è una strategia che può funzionare per imprese e titolari di proprietà immobiliari. Le grandi aziende già stanno elaborandoLink esterno piani per arrivare a emissioni zero e installando pannelli solari sui nuovi edifici. Il montaggio su infrastrutture e appartamenti che già richiederebbero una ristrutturazione, tuttavia, è molto più complesso.

>> Leggi: "I nuovi edifici dovrebbero produrre l'elettricità che consumano"

Per Jospin, l’idea che installare pannelli sui tetti degli edifici possa risolvere il problema della fornitura energetica non è che un’illusione.

“Non potremo mai convincere la gente a installare pannelli fotovoltaici della durata di 30 anni su tetti che di anni ne durano 15”, commenta.

In questo senso, la popolazione svizzera è ben più cauta e conservatrice dei suoi vicini europei, aggiunge.

“Vuole essere sicura di quello che fa, nell’installare pannelli solari tra tanti cambiamenti tecnici”, spiega. “Certo, possiamo mettere più pannelli solari sui tetti di appartamenti, supermercati ed edifici, ma non riusciremo mai a installarne un numero sufficiente per il nostro territorio”.

Jospin è convinto che il progetto delle autostrade solari sia la risposta necessaria.

“Una volta portata a termine la prima e risolti i problemi che dovessero presentarsi, potremo dimostrare come funziona e qual è il procedimento da seguire, e a quel punto le cose procederanno molto più rapidamente”, sostiene.

A seconda dell’esito dei suoi progetti pilota, Energypier stima che i propri impianti fotovoltaici, abbinati a piccole turbine eoliche, potrebbero essere installati su 100-700 km di autostrade svizzere e generare tra 2,45 e 25,48 TWh di energia pulita ogni anno.


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