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OMC: messa da parte, la Svizzera insorge

I negoziati dell'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) sono stati limitati provvisoriamente a sette paesi. Voluta per favorire la ricerca di un consenso, la misura ha creato il malcontento di alcuni paesi, tra cui la Svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2008 - 17:16

Davanti ai delegati dei 153 paesi membri dell'OMC, la ministra svizzera dell'economia Doris Leuthard ha criticato giovedì la decisione presa dal direttore generale dell'OMC Pascal Lamy di discutere solo con le sette principali potenze commerciali (Stati Uniti, Unione europea, India, Brasile, Giappone, Australia e Cina).

«Avete cambiato senza preavviso la procedura decidendo di negoziare nel quadro di un piccolo gruppo. Ci avete così relegato in sala d'attesa», si è lamentata la ministra dell'economia. Anche altre sette delegazioni, tra cui l'Indonesia, la Turchia, il Kenya e l'Egitto, si sono unite alle proteste della Svizzera.

Lamy ha risposto che «un consenso tra i sette non è sufficiente, ma è una condizione necessaria» per portare avanti i dossier. Una volta trovata l'intesa verranno convocati i delegati di circa 30 dei 153 paesi - Svizzera inclusa - per i colloqui di «ultima istanza» di questa settimana.

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